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Zona Medaglie d’Oro, negozi in crisi

di Stefano Luppi
Zona Medaglie d’Oro, negozi in crisi

«Il sindaco venga qui a vedere quanta gente passa a piedi nelle nostre vie. Ormai siamo pericolosamente vicini al degrado»

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«Perché il sindaco Muzzarelli non viene a vedere quanta poca sia la gente che a piedi passa a vedere le nostre vetrine? Qui si rischia la desertificazione e la scelta dei parcheggi a strisce blu non ci ha di certo aiutati. Ora lo sblocca Modena porterà posti di lavoro nella media distribuzione, ma quanti ne perderà la piccola distribuzione, il primo cittadino non se lo chiede?».

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È un vero e proprio appello quello che lanciano al Comune attraverso la Gazzetta i commercianti della zona tra i viali don Minzoni, Medaglie d'Oro e Carlo Sigonio e vie limitrofe: sono preoccupati perché la perdurante crisi porta inevitabilmente alla chiusura delle serrande. I problemi principali sollevati: la forte concorrenza data dalle annunciate nuove strutture medie, alimentari e non, come Euronics e il futuro Leroy Merlin che potrebbe portare sempre più alla chiusura dei piccoli negozi con ripercussioni anche sulla sicurezza delle zone interessate. Basta percorrere a piedi la zona a metà strada tra piazza Grande e la Stazione piccola per rendersi conto di come stia involvendo pesantemente la situazione in quello che un tempo era considerato un vero e proprio salotto appena fuori dal centro storico. Qui vivevano molti modenesi noti, e tanti danarosi manager del settore privato: ancora la zona si presenta elegante con tante ville e palazzine moderne. Ma qualcosa è cambiato, e si percepisce ad occhio, basta percorrere Carlo Sigonio tra l'ex Amcm - un parcheggio mal tenuto - e Medaglie d'Oro per contare decine di vetrine vuote, con la presenza di molti negozi etnici. Qualcuno di questi ultimi è anche all'attenzione delle forze dell'ordine, ma questi paiono il futuro della zona visto che oltre loro qui resistono quasi solo negozi di parrucchiere e attività immobiliari che certo non fanno affari d'oro. I problemi quotidiani li elenca Aldo Maestroni, titolare di Tennis House, negozio storico di Modena: «Abbiamo fatto un incontro con le associazioni di categoria - dice - e dai loro studi abbiamo appreso che per un nuovo assunto nella grande e media distribuzione perdono il lavoro tre persone della piccola distribuzione. Qualcuno ci pensa? Bene, come dice il sindaco Muzzarelli, arrivare allo Sblocca Modena che permetterà di assumere 300-400 persone che non hanno lavoro, ma che dice alle famiglie di commercianti che invece lo perdono? Di recente in municipio hanno anche detto che la nostra città ora non ha più bisogno di grande distribuzione, anche perché mi risulta che Rotonda e Portali vedano con apprensione il futuro. Anche la media creerà problemi, e nella nostra zona si rischia la desertificazione, ossia di non avere più negozi aperti sotto casa. Anche i tanti residenti qui intorno dovrebbero rendersene conto e darci una mano nella protesta. Siamo pericolosamente vicini al degrado, evidente in altre zone della città, e ci chiediamo cosa la giunta intenda fare. Vorremmo anche sapere se queste grandi catene straniere che trionfano paghino o meno le tasse in Italia come invece facciamo noi piccoli». Tanti i negozi che hanno chiuso qui, inoltre l'area è spesso al centro di rapine e furti: ormai da mesi, soprattutto i negozianti di Medaglie d'Oro, esasperati, tengono la porta del negozi chiusa a chiave. »Qui intorno - spiega Giulio Ruggeri, titolare di Top Level un esercizio di via Prampolini presente da decenni - chiudono continuamente negozi, il fruttivendolo, lo storico “48+”, la lavanderia, il laboratorio di analisi, un fotografo e il fiorista. Ogni mattina chiude una vetrina mentre noi soffriamo: non voglio lamentarmi, riesco ancora a resistere, ma mi tocca di lavorare anche con l'influenza essendo solo. Anche l'abbonamento da centinaia di euro delle strisce blu non è stato certo positivo».

Ecco perché la richiesta al sindaco Muzzarelli di passare e vedere con i suoi occhi. Altro negozio storico, la ferramenta Poppi in don Minzoni: «Abbiamo i problemi degli altri - spiega un titolare, Roberto Poppi - ma siamo tre famiglie qui ed è dura come hanno spiegato gli altri commercianti. Chiediamo soprattutto se abbiamo bisogno di avere ancora di più la concorrenza della media distribuzione, dopo l'assalto della grande. Speriamo serva protestare». Problemi veri, quotidiani, di cittadini che si attendono dalla politica risposte veloci e utili alla loro situazione.

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