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Dati soci Bper: Samorì a processo

Dati soci Bper: Samorì a processo

L’avvocato e altri 4 sono imputati per l’uso illecito di 90mila nominativi bancari

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L’avvocato Gianpiero Samorì è stato rinviato a giudizio insieme ad altri quattro imputati per la vicenda dei dati sensibili dei soci della Bper, che secondo l’accusa furono illecitamente presi dal database della banca modenese: i dati presi servivano per la campagna elettorale di Bper Futura, l'associazione di azionisti con cui l'avvocato modenese tentò più volte di approdare nel Consiglio di amministrazione senza riuscirci. Per questo un ex dipendente della Bper di Modena, Riccardo Rubbiani, uscito dalla Bper e poi assunto da Samorì, è stato rinviato a giudizio con tre membri di Bper Futura (questi accusati di ricettazione dei dati): Gianmarco Landi di Modena, Alberto Pietrelli e Gianluca Sanchi di Rimini.

Secondo l’accusa, i fatti risalgono al 2008 e l’uso dei dati riservati si sarebbe protratto per almeno tre anni, fino al 2011.

La decisione è stata presa ieri dal Gup del tribunale di Bologna Bruno Perla. Samorì, 57 anni, modenese, fondatore del Mir e candidato non eletto per Forza Italia alle ultime Europee, risponderà di accesso abusivo a sistemi informatici (in concorso con il dipendente ritenuto esecutore materiale), rivelazione del contenuto di documenti segreti e trattamento illecito di dati. Samorì aveva chiesto l’abbreviato condizionato dalla presenza di alcuni testimoni, ma la richiesta è stata rigettata dal Gup. L’avvocato modenese ha nuovamente protestato la sua innocenza. Ha anche detto di essere pronto a rinunciare alla prescrizione (alcuni capi di imputazione contestati potrebbero decadere già dalla fine di quest’anno). Per la posizione di Samorì, difeso dall'avvocato Massimo Donini, il pm Morena Plazzi aveva inizialmente chiesto l'archiviazione, ma un altro Gip, Andrea Scarpa, aveva ordinato l'imputazione coatta, dicendo che non poteva essere messo in discussione «l'effettivo ruolo di preminenza e di guida» di Samorì nell'associazione, mentre fu archiviata la posizione della compagna.

Il procedimento è stato poi riunito all'altro (con quattro imputati) e in fase di udienza preliminare si è svolto a Bologna per la competenza distrettuale dell'accesso abusivo ai sistemi informatici. La prima udienza del dibattimento è stata invece fissata per il 5 marzo davanti al giudice monocratico di Modena.

La Bper, assistita dall'avvocato Roberto Borgogno dello studio Coppi di Roma, e dagli avvocati Luca Moser e Massimo Vellani, si è costituita parte civile ribadendo il danno gravissimo subito per il prelievo illecito di questi dati.

Al centro della vicenda ci sono infatti i nominativi, gli indirizzi e i numeri di telefono di quasi 90mila soci che all’epoca dei fatti contestati - siamo nel 2008 - erano la stragrande maggioranza dei soci Bper. Questi dati sarebbero stati prelevati da Rubbiani che avrebbe utilizzato una collega all’oscuro di cosa avveniva e delle finalità del prelievo illecito, poi sarebbero stati messi su chiavetta Usb e consegnati a Samorì. Che secondo l’accusa era il destinatario reale di tutta l’operazione: i dati sarebbero serviti per una campagna postale e telefonica a tappeto per Bper Futura in vista delle assemblee dei soci.

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