«Le correnti dentro al Pd sono un segnale d’allarme»
Il consigliere regionale Luca Sabattini: «Anche a Modena ci sono troppi pensatori e pochi disposti a rimboccarsi le maniche. La nuova segreteria premi il merito»
Con le associazioni che fioriscono (Antonia e Ho in mente Modena) e il segretario provinciale Lucia Bursi che cerca di tenere insieme i cocci, il Pd delle diverse anime si scalda.
Quella dei giovani e del “nuovo che avanza” è rappresentata da Luca Sabattini, eletto in Regione poche settimane. E le istanze non mancano: «Non mi ritengo parte dell’uno e dell’altro, sono libero dentro al Pd, come dovrebbero esserlo tutti prima ancora di definirsi renziani e non».
È una differenziazione che va ancora di moda?
«Può darsi ma io tenderei a superarla. La fase dell’accreditamento è passata. E ci sta che in un grande partito ci siano visioni diverse. Non ci trovo nulla di male anche se queste sono fortemente diversificate. È naturale che sia così. L’importante è però trovare il coraggio di fare le discussioni. Il rischio di far finta di essere tutti uniti finisce per uccidere politicamente tutti».
È ciò che ha fatto il Pd anche a Modena?
«Quando ci sono equilibri di corrente da mantenere finisce che per barcamenarsi tra tutti si sta fermi. Superare le correnti significa ascoltare questo campanello d’allarme e portarlo a sintesi».
Lei come interpreta le associazioni?
«Un segnale da non sottovalutare, l’indicatore che qualcosa non va. E non si può derubricare la cosa permettendo a tutti di fare un’associazione. Oggi è chiaro che non si ritiene il Pd il luogo di discussione sufficiente. Io personalmente non aderirò a nessuna associazione perché sono convinto che per rilanciare il Partito Democratico tutti dobbiamo metterci un pezzo in più».
Tipo?
«Abbiamo appena terminato un anno piuttosto intenso per scadenze elettorali. Ora sono gli anni buoni per ricominciare ad occuparsi del partito. Secondo me oggi anche nel Pd di Modena ci sono troppi pensatori e pochi che si rimboccano le maniche. Serve gente che ci mette la pelle mettendo il partito al centro».
Un “avviso ai naviganti” in vista della costituzione della prossima segreteria provinciale?
«Io dalla segreteria provinciale mi sono dimesso il giorno dopo essere stato eletto. Ora dobbiamo permettere al segretario provinciale di imbastire una segreteria con la massima libertà il più possibile operativa con persone disponibili a dedicare tempo al partito. Lucia Bursi dovrà essere brava ad intercettare persone che in giro per i territori abbiano voglia di mettersi in gioco con energia. E nella scelta mi aspetto che venga scelto il metro del merito più di quello legato agli equilibri».
Cosa si aspetta dal Pd nei prossimi mesi?
«Ci sono importanti scadenze in comuni e circoli. Dovremo provare a sfruttare la discussione sul regionale per affrontare anche una nuova organizzazione a livello locale, sia sul partito in senso stretto sia sulle linee politiche. I cittadini ci hanno detto che la politica deve cambiare e dobbiamo prenderne atto».
Davide Berti
@dvdberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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