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l’opposizione attacca

Montanini: «Basta imposte Muzzarelli non è credibile»

Montanini: «Basta imposte Muzzarelli non è credibile»

Il piano che il Comune sta elaborando comincia a far ribollire anche le minoranze: «Molti si sono stupiti dell’annuncio del Comune di applicare per il Bilancio 2015 un aumento delle imposte per ben 9...

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Il piano che il Comune sta elaborando comincia a far ribollire anche le minoranze: «Molti si sono stupiti dell’annuncio del Comune di applicare per il Bilancio 2015 un aumento delle imposte per ben 9 milioni di euro - spiega Antonio Montanini di Cambiamodena - Noi non ci stupiamo affatto. Il sindaco Muzzarelli, appartenente al vecchio apparato “partitico” dei sui predecessori, non aveva credibilità prima come uomo del cambiamento e non la può avere oggi. Il problema della nostra politica risiede completamente nella “credibilità”, alla cui assenza, i cittadini ormai disillusi hanno finito per abituarsi, arrivando addirittura a disertare in massa le urne».

Montani spiega ciò che non va: «Non più tardi dell’8 novembre scorso davanti ad una platea di imprenditori Muzzarelli esclamava “non rincaro le tasse locali” detto non fatto, come al solito, tanto la campagna elettorale è finita ed il sindaco si permette di non rispettare poco o niente degl’impegni assunti. I cittadini modenesi specialmente quei lavoratori e imprenditori che producono quotidianamente valore aggiunto, hanno pagato già abbondantemente ed è ora che i Politici di “professione” in primis e l’apparato pubblico facciano la loro parte».

E conclude facendo delle proposte: «Cambiamodena propone che il Comune assorba completamente l’onere della riduzione dei trasferimenti e invita il sindaco a smetterla di fare demagogia minacciando ogni volta il taglio di Servizi Pubblici essenziali per giustificare l’aumento delle Imposte. C’è una via più seria e professionale che è quella della riorganizzazione dell’Amministrazione Comunale rendendola più virtuosa ed efficiente con modelli organizzativi moderni. Come si è chiesto alle imprese di riorganizzarsi in tempo di crisi, questo dovere spetta anche alla politica e alle istituzioni pubbliche».

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