Ora chiude anche la Siae È allarme sul taglio servizi
Pavullo. L’ufficio era l’interfaccia dell’Agenzia delle Entrate per tutto il Frignano Disagi per numerose società. Confesercenti: «Il territorio si impoverisce ancora»
PAVULLO. Dopo la chiusura, il 2 gennaio, della sede decentrata della Camera di Commercio, ora Pavullo perde anche l'ufficio Siae, almeno per il momento. Accadrà il 31 gennaio, quando la responsabile dello sportello di via Repubblica di Montefiorino andrà in pensione dopo una vita intera dedicata a un'attività fondamentale per un'area della montagna sempre più vasta. «Sono arrivata a seguire complessivamente 13 comuni – spiega Marisa Gherardini – undici del Frignano e due del bolognese. Dispiace chiudere, ma è una decisione che ho comunicato già a settembre: ormai ho raggiunto l'età, e poi ci sono anche motivi familiari». Stop dunque all'ufficio di cui si servono, oltre a Pavullo, Serramazzoni, Polinago, Lama Mocogno, Pievepelago, Fiumalbo, Riolunato, Montecreto, Sestola, Fanano e Montese. In attesa della nomina di un nuovo mandatario con relativo concorso, per due mesi è stato attivato un ponte con Vignola, ma ci saranno inevitabili disagi su un ampio bacino d'utenza. La Siae infatti non si occupa semplicemente del pagamento dei diritti d'autore per la musica suonata in pubblico o i film proiettati, ma rappresenta anche un'interfaccia diretta con l'Agenzia delle Entrate per qualsiasi tipo di spettacolo o evento che comporta una vendita biglietti, anche le partite di calcio e pallavolo. Per molte società sportive, l'appuntamento con i rendiconti mensili è costante. Sarà dunque un bel cambiamento di abitudini, ma non solo dal lato dell'utenza. «Spiace anche a me lasciare – sottolinea la Gherardini – faccio fatica a immaginare una vita senza questo tipo di lavoro». Prima come aiuto di Ermanno Pignatari (a cui nel 1990 la società conferì anche un attestato di benemerenza per il lungo svolgimento di mandato), poi come responsabile unica di uno sportello diventato sempre più importante per l'Appennino dopo la chiusura, nei primi anni Settanta, di quelli di Pieve e Fanano e l'aggregazione, nel 1995, di quello di Montese. «Devo dire che mi sono trovata bene – osserva – perché qua non è come nelle grandi città: i clienti si sono mostrati sempre corretti e hanno capito anche quando c'è stato bisogno di fare quache multa». E la prova è stata la nota con cui ieri Confesercenti Pavullo, ricordando anche la chiusura della Camera di Commercio, ha espresso forti timori per la situazione che si è venuta a creare in montagna chiedendo «che si intervenga al più presto per frenare il depauperamento che inesorabilmente avanza, penalizzando cittadini ed imprese. Provvedendo da un lato ad accogliere, per quanto riguarda la sede della Camera di Commercio, la proposta avanzata dall’Unione (riapertura con costi a carico dei Comuni, ndr), e dall'altro a velocizzare il bando di assegnazione del nuovo responsabile Siae».
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