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«Ospedale, si cambia ma i posti di lavoro non siano a rischio»

di Enrico Vincenzi
«Ospedale, si cambia ma i posti di lavoro non siano a rischio»

Castelfranco. Confronto tra vertice dell’Ausl e sindacato Cgil sulla trasformazione in Casa della Salute. «No ad altri tagli»

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CASTELFRANCO. «Bisogna investire sul lavoro, per raggiungere gli obiettivi indicati nel progetto». Non ha dubbi Aldo Chiarini, infermiere presso l'ospedale di Castelfranco intervenuto nell'incontro organizzato ieri mattina dalla Cgil presso l'Aula Magna dell'Istituto Spallanzani: «L'ospedale è stato vittima di speculazioni politiche che hanno fatto sentire gli operatori abbandonati, frustrati e demotivati. Vediamo questo treno in corsa come un'opportunità, ma è necessario avere alcuni elementi di garanzia: va rivisto il cosiddetto “fare quotidiano”, in una logica di equipe, dove il medico fa diagnosi e il professionista competente si occupa del consesso assistenziale. La Casa della Salute, L'ospedale di Comunità e l'Hospis possono essere i luoghi fisici in cui si concretizza la presa in carico del cittadino, attraverso un percorso di cura multidisciplinare e multiprofessionale; dobbiamo, però, evitare il rischio che si riducano soltanto a mera coabitazione di medici di medicina generale, infermieri, specialisti e fisioterapisti. Per questo servono procedure, linee guida, istruzioni operative e regole chiare e condivise, che possono essere il frutto di un lavoro di confronto e di coinvolgimento di tutti gli attori». Maggiore coinvolgimento dei lavoratori delle professioni sanitarie a livello decisionale corrispondente a una maggiore importanza del loro ruolo nella cura e nella gestione del paziente: nella Casa della Salute che prenderà il posto dell'ospedale Regina Margherita, il cui costo, dice il direttore generale dell'Ausl di Modena Mariella Martini sarà di 7 milioni di euro, si seguiranno casi delicati, legati alle malattie croniche o alle patologie specifiche di categorie a rischio come anziani ed infanti. Questo, come ribadito in apertura da Tamara Calzolari, segretaria Cgil, «implica una sempre maggiore importanza del ruolo del personale sanitario nel processo di cura del paziente». Importanza sempre maggiore per un ruolo sempre più toccato dai tagli alla sanità degli ultimi anni, come ricorda Chiarini: «Veniamo da un periodo di tagli indiscriminati che hanno notevolmente peggiorato le condizioni di lavoro. Il contratto nazionale è fermo al 2009 e non sarà rinnovato per altri due anni». Anche secondo Calzolari «i tagli lineari hanno creato diversi problemi e indebolito salari e diritti, nonostante i servizi di cura e assistenza alla persona siano in crescita a dispetto della crisi». Tagli che presenti anche nella Legge di Stabilità, alla quale, dice Daniela Bortolotti, segretaria regionale Cgil, la costituzione della Casa della Salute è contraria nell'approccio: «In questo modo si svantaggiano le realtà virtuose, mentre noi vogliamo migliorare l'attuale sistema sanitario, garantendo il diritto alla salute».

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