Caso cardiologia, Cencetti: «La Modena non rispose»
All’udienza preliminare l’ex Dg del Policlinico chiede il non luogo a procedere perché non ricevette chiarimenti su una sperimentazione fantasma segnalata
Non luogo a procedere: è la richiesta fatta dall’avvocato Djurdjca Oreskovic per conto di Stefano Cencetti, l’ex direttore generale del Policlinico, nell’ambito della complessa vicenda di Cardiologia e delle presunte sperimentazioni abusive su pazienti di strumenti biomedicali per poi pubblicizzarli su riviste scientifiche e ottenere soldi occulti attraverso onlus create apposta. Stessa richiesta è stata avanzata anche dall’avvocato Alessandro Sivelli, legale dalla dottoressa Monica Pantaleoni, all’epoca dei fatti componente del Comitato etico provinciale e delegata da Cencetti come competente per gli studi. Nel corso della seduta di ieri per la maxi-udienza preliminare davanti al giudice Andrea Romito (sono 53 gli imputati tra medici, tecnici e rappresentati legali di aziende biomedicali) è stato così chiarito questo episodio, sicuramente minore nell’ambito dell’inchiesta, ma che ha portato alla luce non solo gravi disfunzioni nel controllo delle sperimentazioni e, secondo l’accusa, anche un’omissione precisa da parte del massimo responsabile del’ospedale di via Del Pozzo e del medico del Comitato etico riguardo una sperimentazione fantasma venuta alla luce: codice “Valentine”. Sperimentazione che sarebbe stata fatta proprio per San Valentino e pochi giorni dopo nel febbraio 2011 quando inizia a maturare in embrione il caso cardiologia.
Infatti anche ieri in aula è emerso che tutto è partito da una segnalazione degli Amici del Cuore, l’associazione che ha raccolto documentazione per avviare i controlli in Regione dopo il caso dell’operazione al cuore del suo presidente Giovanni Spinella. Gli Amici del Cuore segnalano la sperimentazione fantasma “Valentine” che avviene a Cardiologia in una mail al dottor Saverio Santachiara, sempre del Comitato Etico, che il 1 marzo chiede spiegazioni alla dottoressa Pantaleoni. Il 3 marzo il botta e risposta tra i due viene inoltrato dalla Pantaleoni a Cencetti per segnalarlo. E a questo punto Cencetti scrive alla professoressa Maria Grazia Modena, direttrice di Cardiologia, chiedendo spiegazioni. È in questa fase, ha spiegato ieri l’avvocato Oreskovic, che non si trova traccia di una risposta della Modena. Non solo: il difensore di Cencetti ha anche sottolineato che “Valentine” è un codice ambiguo, frutto forse di un equivoco sul nome; secondo, in “Valentine” si citano stent in uso da tempo al Policlinico.
Il sostituto procuratore Marco Niccolini, sulla scorta delle indagini dei Nas di Parma, aveva invece sottolineato come sia Cencetti che la Pantaleoni fossero perfettamente consapevoli che questo studio avveniva in modo clandestino senza il parere del Comitato etico e senza autorizzazioni della Direzione generale. Ma esiste o no “Valentine”? La domanda avrà risposta in un eventuale dibattimento. Intanto il 9 febbraio inizierà il processo abbreviato per la Modena.
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