«Chioschi, spetta ai concessionari tutelarli»
Il comitato Parco Rimembranza: «Sono loro i responsabili del degrado. E il Comune non si nasconda»
Il comitato per la tutela del parco della Rimembranza, nato a seguito del pasticcio maturato dopo la decisione comunale di posizionare attività commerciali nello spazio verde lungo i viali, attacca Comune e gestori dei chioschi. Ieri alcuni dei trenta tra residenti e ambientalisti che compongono il comitato ha incontrato un avvocato per vedere come agire a seguito dell'esposto presentato in Procura lo scorso 18 dicembre. La presidente del comitato Rita Del Vecchio mette al primo punto il degrado nello storico parco di viale delle Rimembranze e viale Muratori: «Il tribunale a suo tempo ha nominato i concessionari dei quattro chioschi sotto sequestro responsabili degli scheletri in cemento armato e ora li deve obbligare a tutelare quest'area. Il degrado oggi è evidente a tutti quelli che passano per il parco, segno che i custodi del bene sequestrato perché oggetto di indagine non hanno fatto nulla per evitare i problemi attuali». La situazione al parco della Rimembranza è oggi davvero complessa, la zona è in pessime condizioni igienico-sanitarie, e in questo modo nel luogo verde che in parte è intitolato a Sandro Pertini aumentano le cattive frequentazioni e il disagio dei cittadini. «Si corre il rischio - continua Rita Del Vecchio - che le strutture possano rimanere lì degli anni, visto che si andrà a processo e devo dire che non siamo neppure soddisfatti di alcune posizioni che sono state stralciate. Secondo noi ci sono responsabilità, nessuno escluso. Il Comune non cerchi di scaricare sugli ambientalisti le colpe della situazione attuale». Il Comune ha annunciato, decisione che ovviamente allungherà i tempi per la risoluzione del problema, ricorso in Cassazione contro la sentenza del Riesame del Tribunale che, nei giorni scorsi, ha respinto in appello l’istanza di dissequestro dei cantieri dei quattro chioschi. L'assessore all'urbanistica Vandelli ha cantato inoltre vittoria, esprimendo soddisfazione per la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura modenese al Tribunale relativa al reato di abuso d'ufficio per tutti gli indagati, così come per il reato di danneggiamento al patrimonio, l'unico per il quale sarebbe stato chiamato in causa anche l'ex sindaco Giorgio Pighi. Il comitato, così come i grillini, continuano anche a sottolineare il ruolo in “conflitto di interessi” dell'assessore Vandelli che in passato è stato avvocato difensore del Consorzio dei chioscai del parco (oggi sciolto).
Stefano Luppi
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