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È morto Gaetano Galli una vita contro il cemento

È morto Gaetano Galli una vita contro il cemento

Ambientalista e politico, sempre in prima linea nelle battaglie contro gli abusi Aveva 66 anni. Il funerale oggi alle 11 in San Pietro. Le ceneri sparse nei campi

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Le sue ceneri saranno disperse nei campi attorno alla città di Modena. La città che ha amato e difeso dalla speculazione e dall’assalto del cemento, fino ad ammalarsi. Fino alla fine.

L’ingegner Gateano Galli se n’è andato mercoledì sera, nel reparto di terapia intensiva del Policlinico, dopo un improvviso peggioramento delle sue condizioni. Era reduce da un trapianto di midollo, ultimo disperato tentativo di fermare la malattia che lo ha aggredito, nel bel mezzo della contesa dei “chioschi”, quella intrapresa per impedire la cementificazione abusiva del parco delle Rimembranze. Le cure contro una malattia ancora troppo spesso implacabile, non erano servite, e Galli grazie alla donazione di uno stretto famigliare stava cercando una strada per la vita.

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E questa sua battaglia l’ha condotta con l’orgoglio e la determinazione di tante altre battaglie civili, vinte e perse, per l’identità, la legalità, la salvaguardia della storia di Modena.

Perchè Galli, tecnico dell’urbanistica, è stato fin troppo coerente con i suoi ideali, esponendosi all’astio e alla inimicizia dei tanti, e tanto potenti, che si rendevano intepreti di operazioni urbanistiche spesso discutibili. Certamente discusse, grazie al suo impegno nel metterle in luce, nel sollevarle da un oblio spesso interessato.

Galli, un interesse così diretto non ce l’aveva certo, ma in lui c’era quel “sacro fuoco” della tutela e dell’impegno civile che spesso lo poteva isolare, anche nella professione.

Anni fa era impegnato nei Verdi, e aveva difeso la scelta - sconfitta dalla storia che ha cancellato i Verdi - di restare movimento, di restare isolati dai compromessi con il potere. Aveva anche aderito ad Italia Nostra, con cui ha condiviso tante vicende urbanistiche. Ma aveva il pregio di metterci sempre la faccia, la passione, a volte l’animosità e la pedanteria, senza nascondersi troppo dietro sigle e partiti.

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C’è chi lo ricorda impegnato fin dall’epoca della scoperta degli abusi edilizi a casa Pavarotti. In tanti, tantissimi, ricorderanno il suo impegno nella battaglia contro l’Alta velocità alla modenese e nella gestione delle opere di compensazione. E poi era stato Galli a sollevare la questione e le argomentazioni per la tutela di Villa Dallari a Campogalliano, con argomentazioni che avevano toccato anche la Commissione di Via. O ancora nella tutela dal cemento dell’autostrada della villa Lonardi. Da ultimo il suo impegno e la sua fatica erano concentrate sui chioschi. Una vicenda che lo ha provato, lo ha esposto a pesanti critiche, e non solo. Non ha fatto a tempo a vedere in serenità che la magistratura ha in sostanza individuato un fondamento nelle sue valutazioni, che la malattia gli è arrivata adosso, all’improvviso. Che in tanti ne apprezzassero la lealtà e i valori è poi dimostrato dalla gente e dalle parole di quella gente, che ieri si è accalcata alla camere ardenti del Policlinico, che rimarra aperta fino a stamattina. Alle 10.45 il feretro partirà per la chiesa di San Pietro, in centro città. E alle 11 sarà don Gregorio ad officiare la cerimonia funebre, al termine della quale seguirà la cremazione e la dispersione delle ceneri. Gaetano lascia la moglie Ester Castagnetti e il figlio Giacomo. Se n’è andato a 66 anni, il giorno stesso del suo compleanno.

Alberto Setti

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