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I profughi “volontari” dell’Appennino

di Daniele Montanari
I profughi “volontari” dell’Appennino

Arrivano da Mali, Costa d’Avorio e Gambia e sono ospiti di Pavullo e Serra: fanno lavori per i Comuni e imparano la lingua

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Sono tredici i profughi attualmente ospitati nel Frignano, nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum, su un totale di 304 presenti ancora in provincia. Si trovano a Pavullo e Serramazzoni, e sono seguiti direttamente dalla coop Caleidos in base al protocollo siglato direttamente dalla Prefettura. Non tocca più ai Comuni infatti farsi carico della gestione dell'accoglienza, ma il loro ruolo resta fondamentale per l'inserimento nel contesto territoriale e il bilancio, a quasi un anno dall'arrivo, sembra positivo.

A Pavullo le persone ospitate sono sette, tutte provenienti dal Mali. Hanno vissuto in un appartamento Acer del Comune e ora stanno passando a uno preso in affitto dalla Caleidos. Dopo la prima fase di adattamento, hanno dato piena disponibilità all'integrazione: «Finora non abbiamo rilevato particolari difficoltà nella convivenza - spiega Milena Chiodi, assessore alle Politiche sociali - si sono dimostrate persone molto collaborative e con loro non abbiamo registrato i problemi della precedente operazione di accoglienza».

La prima cosa ovviamente è stata la lingua, con corsi ad hoc promossi dal locale Ctp e dalla Caleidos. Poi i profughi sono stati coinvolti in attività di volontariato organizzate insieme a Comune, Unione e Parrocchie: «Nello specifico - prosegue l'assessore - a Pavullo hanno svolto anche alcuni lavori di manutenzione del verde pubblico, grazie a una specifica convenzione con il nostro Servizio ambiente. Un passaggio importante, che ha permesso loro di dare un contributo attivo alla comunità».

E un’altra occasione preziosa di conoscenza reciproca è stato il ciclo di incontri con gli studenti, che hanno così potuto toccare con mano i contesti drammatici che portano alla dolorosa scelta dell'emigrazione.

I sei profughi di Serra invece provengono dalla Costa d'Avorio e dal Gambia, e sono stati alloggiati subito in un appartamento preso in affitto dalla Caleidos. Anche da loro finora si è registrato in generale l'atteggiamento giusto, che facilita le cose: «L'impressione è buona - osserva la consigliere al Sociale Paola Forni - hanno tanta voglia di apprendere e mi sembra che anche la loro insegnante di lingua sia molto contenta del percorso fatto finora. Come Comune possiamo dire che quando li abbiamo chiamati per lavoretti di volontariato, si sono sempre mostrati disponibili, anzi a volte sono loro che ci hanno chiesto di poter dare una mano. Adesso vorremmo impegnarli anche nella manutenzione del verde, ci stiamo occupando della convenzione. Ma siamo stati contenti di vederli anche a scuola e coinvolti nei “laboratori del fare” pomeridiani. Ci sembrano i passi giusti sulla via dell’integrazione, poi è chiaro che il loro sogno sarebbe quello di poter tornare a vivere nella loro Patria senza più alcuna guerra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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