Quant’è bello nascere a Sassuolo
L’ospedale è il polo più attrattivo dopo il policlinico: molti arrivano dal reggiano
Sono stati 1.283 i parti all’ospedale di Sassuolo nel 2014. Tenendo presente il numero di quelli gemellari (8) il totale delle nascite arriva così a 1.291.
Un dato che pone l’ospedale cittadino al secondo posto, dopo il Policlinico di Modena, in tutta la provincia, per numero di nascite, anche davanti a Carpi, leggermente indietro, pur avendo una utenza superiore. Rispetto al 2013 il numero non si discosta di molto, visto che in quell'anno i parti in città erano stati 1.289, di cui 11 gemellari.
Altri dati di riferimento aggiungono che il nosocomio cittadino rimane uno dei più attrattivi tra le provincie di Modena e Reggio Emilia. Oltre al naturale flusso di gestanti che risiedono nel distretto di riferimento, infatti, vi sono quasi 200 arrivi dalla vicina provincia di Reggio Emilia (il 17,5%), 15 da fuori dell'Emilia Romagna mentre 9 sono state le donne straniere per residenza e domicilio che hanno partorito in città. Si tratta, complessivamente, come detto, di numeri soddisfacenti, superati solo dal periodo del terremoto.
Nel 2012, infatti, dovendo inserire anche le partorienti che gravitavano nell'area di Carpi, i nati in città hanno superato le 1.700 unità. «L'ospedale di Sassuolo – ha commentato il direttore sanitario dell'ospedale di Sassuolo Andrea Donati - si conferma polo d'attrazione, al secondo posto in provincia, leggermente superiore a Carpi. Dato importante emerge anche in relazione al numero di parti cesarei: negli scorsi anni era leggermente superiore alla media regionale, arrivando fino al 27%; quest’anno siamo attorno al 21%, anche se dobbiamo annotare che a Carpi c’è una tendenza al ribasso in questo e i cesarei sono attestati intorno al 17/18%. Ma siamo fiduciosi per un calo anche nel nostro ospedale già nel 2015». Per riuscire a centrare questo obiettivo serve un impegno collegiale nel quale i protagonisti sono innanzitutto le donne che devono partorire, oggi più che mai ansiose e poco avvezze a sopportare il dolore; poi i ginecologi di fiducia e quindi gli operatori ospedalieri. (a.scibona)
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