Piazza Grande e dintorni, regole rigide per tutti i negozianti
Comincia la discussione sul nuovo documento che mette paletti al centro storico anche rispetto alle scelte dei materiali e dei colori per le vetrine e le insegne
Per i commercianti non c’è pace e per le associazioni di categoria, che già hanno dovuto masticare un boccone piuttosto amaro sul tema delle tasse, arriva l’ennesimo scontro col Comune.
All’ordine del giorno questa volta non ci sono Tari e Tasi, ma piuttosto il regolamento comunale del sito Unesco di Modena che dovrà stabilire, soprattutto in vista della stagione più calda, le norme di “comportamento” dei negozianti.
E la partenza non è delle migliori, dal momento che l’ultima volta che se ne parlò pubblicamente fu in occasione di un incontro con l’allora assessore Roberto Alperoli che le associazioni stesse disertarono. Tavolo interrotto e ripreso in questi giorni, quando le associazioni hanno ricevuto la nuova bozza che di fatto resta invariata nei punti cardine.
Una sorta di ritorno al passato che a Confesercenti, Ascom Confcommercio, Cna e Lapam certamente non piace. Lo scontro si materializzerà in occasione dell’incontro convocato dal Comune per il prossimo 22 gennaio: lì, messe nero su bianco aspettative, attese e regole, si dovrà cercare di trovare una quadra. Come? Piuttosto complicato.
Soprattutto per alcuni motivi: l’area alla quale si fa riferimento è ben più ampia della sola piazza Grande, la zona di tutela ambientale, poi, si estende a tutto il centro storico, ma soprattutto permangono quelle norme rigide che imporranno ai negozianti allestimenti rigidi per i negozi anche in termini di colori e materiali. Una sorta di compendio vero e proprio, che i negozianti dovranno rispettare. E soprattutto spendere soldi, con tre anni di tempo per adeguarsi. In più gazebo per i negozianti non sono previsti, si darà la possibilità di allestire invece ombrelloni.
Nei capitoli del documento dedicati alle attività commerciali si legge che nella zona centrale del sito Unesco compresa tra Corso Duomo e via Castellaro «saranno favorite le attività direttamente connesse con la valorizzazione delle tradizioni agroalimentari e gastronomiche tipiche del territorio modenese e quelle che conservano o reintroducono valori costituenti testimonianza della storia e della tradizione imprenditoriale e commerciale locale». E anche qui qualcosa da eccepire le associazioni ce l’hanno: in base a cosa si decide chi può stare o meno in piazza Grande? I criteri, insomma, non sono oggettivi.
Il regolamento si applica al perimetro esteso del Sito Unesco di Modena, che comprende oltre alla Cattedrale, alla torre Ghirlandina e alla Piazza Grande, anche Piazza Torre, Piazza del Duomo (sagrato), la Sagrestia del Duomo e i Musei del Duomo, il Palazzo Comunale, il Palazzo Arcivescovile e tutti gli immobili affacciati su Corso Duomo, il fronte dell'ex Palazzo di Giustizia e l'edificio situato all'angolo di Via Castellaro. Esso viene esteso anche alla porzione di Via Emilia Centro compresa tra Corso Duomo e Via Scudari .
Il Regolamento si applica inoltre a tutta l’area del Centro storico per quanto riguarda gli aspetti di tutela ambientale, che coinvolgeranno una zona di Modena estesa fin oltre i viali da una parte e fino a viale Monte Kosica dall’altra.
@dvdberti
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