Vertici sanitari pronti a lasciare
La Regione invita tutti i direttori generali a dimettersi per rinnovare entro marzo le cariche: c’è aria di novità
Un invito a farsi da parte. Gentilmente. Della serie “chi ha orecchie per intendere”. La nuova linea di Bonaccini in Regione, da questo punto di vista, è evidente. Dopo gli affondi sul tema degli stipendi, arriva la sterzata, o sferzata, sulla sanità, in assoluto il capitolo più delicato, sia per le aspettative dei cittadini, sia per ciò che rappresenta in termini di bilancio. E proprio perché ci si trova alla vigilia di un periodo di tagli e rivoluzioni anche tra le corsie di ospedali e ambulatori, i vertici della Regione vogliono persone di fiducia. Per questo hanno chiesto a tutti i direttore in carica di rimettere il proprio mandato nelle mani dell’assessore Venturi. Un atto dovuto, secondo viale Aldo Moro, dal momento che sono stati nominati dalla “vecchia Regione”. Licia Petropulacos, direttore del Policlinico, e Mariella Martini, ai vertici dell’Ausl, sono quindi prossime a presentarsi a Bologna con una lettera in mano sebbene entrambe non siano in scadenza di contratto. Se questo significherà anche un cambio della guardia è presto per dirlo, ma che Modena sia una delle province maggiormente in sofferenza è un dato di fatto. Questo non significa che sia colpa dei direttori, ma è chiaro che qualcosa deve cambiare. Starà a Bonaccini decidere, entro marzo, se confermare o meno le dirigenti modenesi.
E proprio ieri per gli attuali vertici regionali è stato comunque il giorno degli attacchi da parte del Movimento Cinquestelle. Dopo la pioggia di rinvii a giudizio in Regione per il caso Hesperia i consiglieri M5s invocano un «segnale positivo» da parte di Stefano Bonaccini. Più in generale, i grillini chiedono un dimagrimento della struttura regionale. «Chiediamo a Bonaccini che la Regione riduca subito il numero dei direttori generali: attualmente sono dieci in giunta (la regione toscana ne ha quattro), uno per l'assemblea legislativa, nonchè cinque direttori di agenzia e due figure analoghe nel settore giornalistico, e che attui immediatamente un ricambio dei direttori generali nella sanità».
Secondo i consiglieri a 5 Stelle «una semplice occhiata ai curricula dei direttori generali dell’Ausl dell’Emilia-Romagna dimostra come si tratti sempre delle stesse figure, che ruotano avvicendandosi in vari posti ma orbitando sempre intorno all'assessorato regionale. Per evitare ulteriori vicende critiche e scandali nella sanità come quelli a cui stiamo assistendo in questi giorni (caso emblematico è proprio quello di Modena) servono aziende sanitarie più forti e ben controllate, con manager etici e qualificati, in modo da ridurre la probabilità che la scelta venga fatta solo in chiave politica».
Davide Berti
@dvdberti
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