Gazzetta di Modena

Modena

LA MANIFESTAZIONE

Da Modena un no a tutti i terrorismi

di Marcello Radighieri
Da Modena un no a tutti i terrorismi

I giovani islamici hanno guidato il corteo lungo via Emilia «Abbiamo gli stessi diritti e vogliamo rispetto reciproco»

2 MINUTI DI LETTURA





Da largo Sant’Agostino a piazza Torre, candele in mano ed in silenzio. Modena torna in piazza, ad ormai una settimana di distanza dall’inizio degli eventi parigini. Lo fa nel tardo pomeriggio di venerdì, sotto una debole pioggia, rispondendo all’appello lanciato dalla sezione locale dei Giovani Musulmani d’Italia e del comitato “Modena per i diritti umani”. Un modo per manifestare ancora una volta un secco «no alla violenza» e ribadire che «abbiamo tutti gli stessi diritti e vogliamo rispetto reciproco». Tra gli slogan ripetuti a più riprese compare infatti anche un «restiamo uniti, restiamo umani», evidente citazione di Vittorio Arrigoni. «Si – conferma Takoua Haddad, una delle giovani organizzatrici – abbiamo voluto ricordare “Vic” perché rappresenta un esempio di pacifismo e perché quelle poche parole riassumono un messaggio universale». La “marcia silenziosa”, infatti, non è dedicata solo a Parigi.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10690371:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/modena-corteo-contro-il-terrorismo/39607/39833]]

È, piuttosto, una manifestazione «contro tutti i terrorismi, a prescindere dal paese in cui operano». Una manifestazione, allora, in solidarietà «alle Francia, certo, ma anche alla Nigeria, allo Yemen…». Ma ad essere citato è anche Papa Francesco, reduce da un discorso che ha destato clamore, eufemisticamente parlando. I Giovani Musulmani sembrano infatti abbracciare quella raccomandazione - «non si può provocare, non si può prendere in giro la religione di un altro. Non va bene» - espressa pochi giorni fa dal pontefice. «La libertà di espressione deve avere dei limiti», commenta in merito Hafssa Bouhtouch, che afferma di essere stata «offesa» dalle vignette pubblicate da Charlie Hebdo. Fermo restando, manco a dirlo, «che questo non può in alcun modo rappresentare una giustificazione per quanto accaduto».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.10679761:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/01/16/fotogalleria/modena-in-marcia-contro-il-terrorismo-1.10679761]]

Da giorni, infatti, l’intera comunità musulmana si sforza di sottolineare che gli attentati nulla hanno a che vedere con l’Islam. «Ho sentito commenti all’interno del mio ambito scolastico – spiega ancora la Bouhtouch, al quinto anno del Selmi biologico – che confondevano la violenza con il nostro credo». Niente di più sbagliato: «Abbiamo cercato un confronto, spiegando che si tratta di una religione di pace. Penso si tratti di reazioni normali, che però vanno tenute sotto controllo e “affrontate”, per evitare che possano evolversi in qualcosa di peggio». Un rischio che, almeno per il momento, non sembra però ritenere probabile. «No, qui a Modena non ho timori». Alla marcia, alla quale hanno partecipato poco più di un centinaio di persone, hanno aderito decine di associazioni e partiti politici. E se la Bouhtouch sembra stupita da tanta partecipazione, la Haddad pensa che «Modena potrebbe dare di più. Anche se siamo comunque molto soddisfatte».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.10679827:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2015/01/16/fotogalleria/no-al-terrorismo-mirandola-scende-in-strada-1.10679827]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google