Gualmini: essere mamma oggi, che impresa
Al Cdd la politologa e assessore regionale ha presentato il suo libro su donne, famiglia e lavoro
"Le mamme ce la fanno?": forse sarebbe stato questo il titolo giusto per un libro che racconta le acrobazie delle donne, mamme e lavoratrici di tutti i giorni. Un libro leggero e ironico, ma anche estremamente puntuale, proprio come l'autrice Elisabetta Gualmini, politologa e da poco Vicepresidente della Regione con delega al Welfare. Protagonista spettatrice di una realtà che sembra non essere più a misura di orologio, la Gualmini si prende in giro: donna, mamma, professoressa, intellettuale, talvolta giornalista, ora amministratrice pubblica, negata per la cucina e trottola in pigiama la mattina presto per portare tutti i figli nelle rispettive scuole.
Il Centro Documentazione Donna ha ospitato ieri la presentazione del libro, che ha aperto il ciclo di incontri "Matrioska, ovvero (non solo) madri e padri", dopo i saluti e le congratulazioni di Vittorina Maestroni, presidente del Centro Documentazione, e l'intervento di Albano Dugoni del Forum Terzo Settore.
«Le donne oggi non rinunciano a niente - commenta la Gualmini - da una parte c'è il desiderio di corrispondere a tutte le aspettative, di mettersi in gioco, di prendersi cura di se stesse e dei propri figli, vivendo da mamme e da lavoratrici, dall'altro ho riscontrato un eccesso di 'delirio di onnipotenza' nel rifiutare qualsiasi forma di aiuto».
Un libro fortemente connotato al femminile, un diario autobiografico che attraverso i dialoghi con una madre della generazione precedente delinea un netto stacco generazionale, mettendo sul tavolo un mondo che proprio per questo, forse, andrebbe ridimensionato.
Come ne escono gli uomini? «Sono pochi, emergono tra le righe: ho voluto mettere l'accento sul ruolo femminile più come incoraggiamento che come accusa a quello maschile, che mediamente è abbastanza presente. Io sono fortunata, così come vedo tante giovani coppie condividere i compiti domestici, ma stando alle ricerche e alle statistiche c'è ancora molto da fare: i due terzi degli impegni domestici sono ancora sulle spalle delle donne».
Contrariamente a quanto può suggerire il titolo, quindi, non si tratta di un elogio del multitasking femminile: la fatica rimane il motore dei racconti snocciolati con grande ironia di un quadro in cui il Bimby è un deus ex machina e le mamme si trasformano in tante dee Kalì, tra lo schermo del computer, i fornelli, un rossetto e qualche capriccio.
E la politica? Come coglierà questa sfida la neo-amministratrice pubblica? «Ho riflettuto molto prima di accettare questo incarico: la mole di impegni era già significativa e avrei dovuto metterne da parte qualcuno, ma quello che mi ha convinto è stata la necessità di un cambiamento immediato a cui tutti assistiamo», risponde la Gualmini. «La mia delega è il welfare - continua - e credo sia necessario puntare i piedi sul bilancio, tagliando i costi della politica, cosa che Bonaccini ha già fatto in partenza, e non dei servizi: la nostra Regione possiede molte risorse ma ci affacciamo a tempi non proprio rosei per cui è necessaria una direzione chiara». Quale? «Regia e dominio al pubblico, meno pregiudizi sul privato, che crea lavoro e welfare. Credo che gli stessi servizi pubblici debbano fronteggiare un radicale cambio della società soprattutto femminile: orari degli asili più flessibili, per esempio, ma è solo il primo di molti», conclude Elisabetta Gualmini.
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