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«In regione Emilia Romagna 181mila cercano occupazione»

È il dato emerso dall’analisi di Cisl sul lavoro in Emilia Romagna. La cassa integrazione a Modena

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Cessazioni di contratti a tempo determinato più alte rispetto al numero di assunzioni e aumento del tasso di disoccupazione. È questo il quadro che traccia l'analisi elaborata da Cisl Emilia Romagna per la provincia modenese. Una fotografia numerica su criticità e punti di forza del lavoro e occupazione dopo la riforma Fornero e il recente decreto Poletti. Un modo per dire al governo, in vista della prossima applicazione del Jobs Act, che solo in Emilia Romagna (nel periodo gennaio-settembre del 2014) sono state ben 181mila le persone in ricerca attiva di un'occupazione, in crescita del 178% rispetto al 2008. Concentrando lo sguardo sulla provincia modenese a colpire è il dato relativo ai contratti a tempo determinato. Modena, infatti, registra l'incidenza di cessazioni a tempo determinato più alta rispetto al numero di assunzioni nel 2014: sono 44mila, l'81% del totale. Entrando nel dettaglio dell'analisi si osserva come, rispetto alle diverse tipologie contrattuali, l'apprendistato sia calato del -2% nel 2014 rispetto al 2013; il calo più importante si registra nel lavoro a progetto/collaborazione e nel lavoro intermittente, entrambi a -23% (rispetto al 2013); le assunzioni a tempo indeterminato calano del -9%, mentre le partite Iva del -7%; aumentano invece le assunzioni con contratto di associazione in partecipazione (+2%) e il lavoro a tempo determinato (+3%). Più in generale, per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, l'analisi mette in evidenza come questa sia aumentata (nel 2014, rispetto al 2008) del +4,1%.

«Un quadro difficile – sottolinea Giorgio Graziani, segretario generale Cisl Emilia Romagna – in cui il calo dei contratti atipici non deve suscitare entusiasmi, perché tale flessione non si è tradotta in un aumento del contratto a tempo indeterminato». L'indagine della Cisl emiliano-romagnola traccia un focus anche per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali. Per la provincia modenese si parla di quasi 15 milioni di ore autorizzate tra gennaio e novembre 2014, in calo del -15% rispetto al 2013. A diminuire più marcatamente è la cassa integrazione ordinaria, -48%, con 1,6 milioni di ore; cala anche la deroga, che con 6,8 milioni di ore registra un -18%; un segno più, invece, per la cassa straordinaria: +5% per quasi 6,5 milioni di ore autorizzate. E nell'analisi vanno a collocarsi le proposte della Cisl regionale. «È indispensabile – conclude Graziani - creare una filiera del lavoro efficace. Ci batteremo con impegno e coerenza nel nuovo Patto per il lavoro che da tempo invochiamo e che lo stesso presidente della Regione Stefano Bonaccini ha proposto». «L’impegno della Regione Emilia-Romagna già nel mese di febbraio sarà quello di affrontare l’emergenza del lavoro – dice Bonaccini – Opereremo giorno per giorno per creare una buona occupazione».

Felicia Buonomo

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