Religioni unite contro la violenza
«Vanno rispettate tutte le libertà, ma anche il credo delle persone»
Erano circa 300 i partecipanti che ieri hanno sfilato per le vie del centro. Ritrovatosi davanti alle ex scuole elementari di viale Circonvallazione, il corteo ha attraversato via Pico per poi raggiungere la vecchia sede municipale di Piazza Costituente. Qui hanno preso la parola le tre autorità religiose presenti alla marcia, ovvero l'Imam della comunità islamica di Mirandola, il parroco don Carlo Truzzi ed il rappresentante della chiesa Sikh di Novellara. La fiaccolata, promossa dal "Comitato per la Pace" (i cui obiettivi sono quelli di promuovere e diffondere i valori della giustizia sociale e dell'integrazione), ha visto la presenza di numerose istituzioni dell'Ucman ed associazioni locali come Consulta del Volontariato, Avis, Amo e Croce Blu, ma anche della nutrita comunità indiana e dei centri culturali islamici di Mirandola e Concordia. «La manifestazione é il frutto dell'unanime adesione delle associazioni locali contro ogni forma di terrorismo, soprattutto quello manifestato in nome del proprio credo religioso - spiega Davide Luppi, uno degli organizzatori dell'evento - Lo spettro di una guerra di religione é tornato a manifestarsi, per cui abbiamo voluto una marcia alla quale partecipassero persone di diverse etnie unite a comuni cittadini». Inevitabile scindere lo scopo della manifestazione con la carneficina perpetrata ai danni della redazione parigina di Charlie Hebdo: «Ritengo importante sottolineare come vadano salvaguardate tutte le libertà, a partire da quella di pensiero e di stampa - prosegue Luppi - Ma oltre a ribadire la nostra vicinanza al popolo francese, non bisogna dimenticare quanto sta accadendo in Nigeria con le stragi di Boko Haram».
Giovanni Vassallo
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