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Settimana corta alle medie ma i genitori non ci stanno

Settimana corta alle medie ma i genitori non ci stanno

Scuole Paoli e S.Carlo: dal prossimo anno lezioni di sei ore dal lunedì a venerdì Forum e Coordinamento: «Non si decide da soli, gli utenti vanno coinvolti»

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Quali possono essere le ricadute sull’apprendimento di alunni da 10 a 14 anni con giornate scolastiche di sei ore l’una e altre sei materie da preparare per il giorno successivo? È questa la preoccupazione scattata tra i genitori delle scuole medie Paoli e S.Carlo che si sono trovati di fronte alla scelta dei nuovi orari a loro insaputa.

La sorpresa è arrivata poco prima di Natale, con un passaparola iniziato a mezza voce a novembre, quando si è sparsa la notizia di una decisione già operativa per il prossimo anno. Un’ipotesi, per famiglie che l’anno scorso hanno iscritto i figli ignorando anche solo l’eventualità del ribaltone, è stata accolta con preoccupazione. Perplessità e dissensi che per due mesi aspettavano una conferma ufficiale e che è arrivata solo dal sito internet della scuola, con un provvedimento firmato dalla preside.

Le ragioni dei tagli? Non le conosce nessuno. Nessuna indicazione sugli orari giornalieri completi, ma la certezza della settimana corta e della giornata lunghissima. Pause? Una ricreazione di dieci minuti e una da cinque prima dell’ultima campanella alle 14. Il consenso dei genitori? Tutto si poggerebbe su una generica domanda nel questionario sul gradimento del servizio scolastico, spedito via internet assieme alle pagelle l’estate scorsa. Le risposte ottenute, su cui hanno votato anche le classi seconde e terze che mai avrebbero dovuto affrontare il cambiamento, sono state 257, su un totale di 800 famiglie nelle due scuole.

Di qui sarebbe emersa la volontà dei genitori. Il gradimento del “massiccio consenso” sarebbe stato estrapolato in base a coefficienti statistici e non in base al criterio che vale in ogni consesso, ovvero “ una testa, un voto”. Niente crocette sui fogli, tutto è racchiuso in una nuvola elettronica che è stata interpretata.

Le assemblee dei giorni scorsi avevano prodotto anche un’ulteriore, faticosa mediazione, con l’assistenza dall’organismo che rappresenta tutti i Comitati dei Genitori di Modena e provincia. «Il provvedimento non è stato preso con il coinvolgimento vero, effettivo dei genitori degli alunni, che si vedono la loro vita stravolta - commenta Beppe Stefani del Coordinamento Comitati - Ci sembra che in questo caso, al di là della presunta correttezza sulle procedure, manchi l’effettiva utilità per gli alunni. Forse che queste due medie sono una proprietà privata dove il vertice decide tutto da solo? Appoggeremo senz’altro i genitori delle scuole nella loro vertenza». Anche Gabriella Borbeggiani, che rappresenta il Forum provinciale delle Associazioni Genitori, non riesce a capire le scelte delle Paoli-S.Carlo e di Carpi dove la settimana corta a scuola, così come viene organizzata, viene scaricata sulle spalle delle famiglie: «Al momento dell’iscrizione - spiega - i genitori sottoscrivono il Pof, il piano dell’offerta formativa della scuola. Se si vogliono cambiare le condizioni di base si devono chiamare i genitori a uno a uno e ottenere il loro consenso. Del resto questa scelta pare che sia stata presa all’insaputa della rete delle scuole medie: nessun preside ne sapeva nulla. È scorretto anche per loro. Le ricadute in termine di spostamenti e di organici tra le scuole sarebbero pesanti».

«I risparmi di spesa non sono un criterio sufficiente» ribadiscono dal canto loro i vertici Usr e della Regione.

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