Tangenziale, tanti guard rail deformati e pericolosi
Dopo gli incidenti lunghe pratiche con le assicurazioni per la riparazione. Su 50 km, il 60% dell’Anas e 40% del Comune
Una gita in tangenziale? Perchè no, potrebbe essere istruttivo fare un po’ più di 50 chilometri per trovare, nei due sensi di marcia, una galleria fotografica di impareggiabili guard rail demoliti, rifiuti abbandonati da mesi e persino decine e decine di pezzi di carrozzerie demolite dagli incidenti e mai rimossi.
Il record, specchieti a parte, spetta a quel pezzo di carrozzeria che da cinque giorni sventola come una bandiera, a poca distanza dall’uscita dei Torrazzi. Reduce da uno schianto, la vettura ha lasciato conficcata nelle giunture del metallo, un lembo del frontale che nessuno ha rimosso. Chi lo vede all’ultimo minuto, magari perché viaggia sulla corsia di sinistra incolonnato a un camion, è costretto a spostarsi all’improvviso quando se la ritrova davanti all’improvviso.
Certo non il massimo per la sicurezza, anche perché tutt’intorno ci sono altre decine di pezzi più o meno grandi, resti muti di incidenti in cui troppo frettolosamente è stata lasciata da parte la pulizia della carreggiata.
Ma i guai più grossi non sono questi nell’anello delle tangenziale, 25 chilometri per parte considerando anche il tratto dalla Nuova Estense sino a Baggiovara, in cui continua la numerazione delle uscite.
I sinistri talvolta sono inevitabili ma i guard rail sono stati lasciati a se stessi, piegati, deformati, fuori carreggiata o accartocciati completamente. È il caso di quello verso Cognento prima del cavalcavia, dove un Tir fuori controllo ha trasformato la serpentina metallica in una sorta di fil di ferro piegati a piacere da un bambino in vena di scherzi. Oppure quello che è sulla tangenziale poco dopo l’incrocio con via Emilia Est. Più in generale sono una decina i punti dell’anello dove quelli che dovrebbero essere i sostegni per evitare spostamenti di carreggiata sono diventati inservibili. Non assolvono più alla loro funzione: sono, in altre parole, completamente al di fuori di quelle regole di sicurezza reclamate dalle compagnie di assicurazione e soprattutto dal codice della strada. E non è tutto. Le deformazioni minori, che potrebbero compromettere la tenuta di guard rail già lesionati da urti a velocità più contenute, sono molto più numerose.
Dunque a chi tocca la manutenzione e perché vengono lasciati tratti fuori uso per mesi? Tanto per cominciare bisogna capire quali sono i tratti di relativa competenza tra Comune e Anas. In buona sostanza, si può dire che il 40% che fa capo agli uffici di piazza Grande deve tener conto dei bilanci comunali. «Le riparazioni spettano a chi ha effettuato i danni e quindi alle assicurazioni - spiega il responsabile del Settore Manutenzione, l’ingegner Nabil El Ahmadiè - Noi quindi dobbiamo aspettare i tempi delle liquidazioni e soprattutto della valutazione dei danni. Ma per gli interventi abbiamo un programma di interventi straordinari: per il 2015 è in corsia d’arrivo in queste settimane e a breve partiranno i cantieri»
I costi? In media 140 euro al metro lineare, montaggio e piantone compreso, per un guard rail “a doppia onda”, cioè con il doppio binario in metallo per evitare i ribaltamenti.
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