«Il centro di Modena imbalsamato dal regolamento Unesco»
Rete Imprese Italia alla Giunta: «Valutate bene le norme a tutela di piazza Grande Serve una spazio vivo con dehors. Si prenda esempio da Verona, Roma e Siena»
Piazza Grande deve essere una piazza viva, non imbalsamata e con possibilità di frequentarla anche grazie ai dehors. È la principale richiesta che arriva da Rete Imprese Italia alla vigilia del confronto che vedrà le associazioni di commercio misurarsi con la Giunta Muzzarelli sul regolamento per l'area Unesco nel centro storico.
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Una serie di norme vincolanti soprattutto per gli operatori commerciali e che sono attese con non poca apprensione dal mondo dei negozianti. Da qui la nota congiunta di Rete Imprese, che non vuole far sconti. «Chiediamo che nella bozza di regolamento sul sito Unesco, che discuteremo per la prima volta giovedì prossimo, vengano introdotti sostanziali elementi di flessibilità su allestimenti degli esercizi, tempi per “allinearsi”, dehor in piazza Grande e che venga istituito un fondo ad hoc per incentivare gli adeguamenti ai criteri del regolamento».
Così si esprime Rete Imprese città di Modena che non perde l’occasione, all’indomani dell’uscita delle prime indiscrezioni sulle nuove regole, per fare alcune puntualizzazioni.
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«Nonostante sia stato fatto qualche piccolo passo in avanti rispetto alla prima versione presentataci l'anno scorso - precisa Rete Imprese - crediamo ci siano ampi margini di miglioramento, a cominciare dagli stringenti criteri sugli allestimenti degli esercizi commerciali e delle botteghe artigianali: imporre tipologie di vetrine, saracinesce, tende ci pare davvero un'esagerazione, che, inoltre, si tradurrà in un cospicuo esborso di denaro per le attività che si dovranno adeguare».
«La nostra proposta - dichiara Rete Imprese - è dunque di istituire una limitazione sui soli colori utilizzabili, nonché di prevedere, quale termine per realizzare l'adeguamento, cinque anni in luogo dei tre indicati, ma soprattutto di costituire un fondo ad hoc per incentivare l'adeguamento stesso».
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E ancora «Siamo poi convinti - puntualizza Rete - che vadano tutelati bellezza e decoro di luoghi pregevoli anche favorendo l'insediamento di attività in linea con la storia, i valori e le eccellenze del nostro territorio, ma reintrodurre un regime autorizzatorio per le attività nella zona di piazza Grande sembrerebbe in contrasto con le norme vigenti, che da tempo hanno sostanzialmente liberalizzato il commercio. Al di là del fatto - prosegue Rete - che è difficile compredere la ragione di una serie di divieti (fioriere di ogni tipo, insegne a cassonetto, a bandiera, insegne luminose sulle vetrine), lascia davvero perplessi la scelta di prevedere che nell'area di piazza Grande non si possano insediare i cosiddetti dehors. Ci pare, questo - conclude la nota - un indirizzo non utile a rendere sempre più viva e frequentata la piazza e che, per giunta, fa di Modena una realtà avulsa da un contesto in cui altre città hanno compiuto scelte opposte: da piazza Bra a Verona, a piazza Navona a Roma, a piazza del Campo a Siena, sono infatti numerosi gli esempi di chi ha deciso di non imbalsamare le piazze».
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