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«Una struttura fondata sulle donazioni»

«Una struttura fondata sulle donazioni»

«Io nel centro Francesco e Chiara vedo la mano della Provvidenza. Non è un modo di dire, ci sono stati tanti episodi nel corso degli anni che mi hanno convinto di questo». Così Padre Sebastiano...

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«Io nel centro Francesco e Chiara vedo la mano della Provvidenza. Non è un modo di dire, ci sono stati tanti episodi nel corso degli anni che mi hanno convinto di questo». Così Padre Sebastiano Bernardini incornicia una creatura voluta con passione, coraggio, e anche una dose di testardaggine su cui lui è il primo a scherzarci su: «Hanno detto che quando chiedo qualcosa sono un martello demolitore. Beh sì, credo che sia vero. Ma così lo sanno e risparmiano tempo se mi dicono subito di sì». Il discorso è tanto più vero se si ricordano i tanti no ricevuti una ventina d'anni fa quando lanciò l'idea di trasformare il vecchio convitto studenti dei francescani in un'opera per gli anziani. Invece di lasciar perdere, lui cominciò a formare la squadra di gestione e la presentò sul piatto, assicurando che la struttura poteva camminare con le proprie gambe. Da qui è nata cosa su cosa, a partire dalla donazione di 750 milioni di lire di Gianluca Gazzetti e Maria Letizia Lonati, a cui si sono aggiunti benefattori su benefattori. E poi la disponibilità tecnica dell'architetto Erio Amidei, quella medica del dottor Giovanni Ulrici, primario per 30 anni di Medicina a Pavullo, e tanti altri aiuti. «Grazie a queste persone e ai tanti collaboratori ha preso corpo tutto – osserva padre Sebastiano - ma io voglio ricordare anche gli ispiratori dell'opera. Sono stati i miei genitori, Sergio e Domenica, che ebbero dieci figli e ne videro otto dedicarsi alla vita religiosa. Nonostante la famiglia si riducesse sempre di più, hanno sempre confidato della Provvidenza, che non li ha mai abbandonati. Così ho fatto io: mi sono buttato, convinto che Qualcuno mi avrebbe tenuto su». (d.m.)

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