Al pronto soccorso di Carpi accessi da record: in un anno 46.583
Ormai siamo all’iperafflusso. Boom dei codici rossi: 659 Il primario: «La Casa della Salute potrebbe aiutarci»
Se fosse un’azienda sarebbe floridissima: i “clienti” infatti sono sempre, anno dopo anno, in continuo aumento. Ma trattandosi del Pronto Soccorso le cose sono un po’ più complicate. Ma per ora restiamo ai numeri: se nel 2013 gli accessi al servizio d’emergenza sono stati 45mila, lo scorso anno hanno toccato quota 46mila e 583, registrando un più 3,5%.
Il primario del reparto, il dott. Carlo Tassi, che è anche direttore del Dipartimento interaziendale di Emergenza Urgenza, snocciola dati per certi versi impressionanti: codici rossi (i più gravi), 528 nel 2013, 659 nel 2014; codici gialli, 7300 nel 2013, 7463 nel 2014; codici verdi, 33mila 699 nel 2013, 34mila 448 nel 2014; codici bianchi, 3mila 476 nel 2013, 4013 nel 2014. Dottor Tassi, siete sempre di più sotto pressione...
«I cittadini hanno molta fiducia nel servizio e anche se sono coscienti del fatto che per patologie lievi corrono il rischio di aspettare il loro turno per molto tempo, preferiscono il Pronto Soccorso ad altri servizi alternativi che pure esistono sul territorio».
Nemmeno il ticket di 25 euro per le patologie che non rientrano tra quelle urgenti, disincentiva gli accessi?
«Assolutamente no. Abbiamo invece notato un aumento delle proteste da parte di chi non vuole pagare il ticket. Un chiaro segno della crisi economica che colpisce la cittadinanza».
Criticità ed eccellenze del suo reparto?
«È chiaro che siamo di fronte a un iperafflusso, ma d’altra parte il reparto è stato rinnovato e ampliato e ora riusciamo a gestire anche le fasi più critiche come quella, ad esempio, degli ultimi giorni dell’anno quando abbiamo visto in poco tempo oltre 200 persone. Questo ha comportato tempi d’attesa per i codici bianchi e verdi di alcune ore».
L’organico andrebbe potenziato?
«In realtà è dimensionato correttamente. Siamo 18 medici, me compreso, e una quarantina di infermieri. Numeri che attualmente ci consentono di mantenere il servizio a un buon livello. Pensi che quando sono arrivato io nel reparto i medici erano nove».
Le ambulanze sono sufficienti?
«Sì e grazie alla collaborazione con Croce Rossa e Croce Blu siamo sempre pronti a intervenire immediatamente. Certo raramente possono capitare momenti in cui si verificano più casi gravi nello stesso momento e allora la collaborazione con i volontari diventa molto importante per dare supporto agli operatori dell’Ausl».
La tanto pubblicizzata Casa della Salute potrebbe dare una mano a ridurre l’iperafflusso al Pronto Soccorso?
«Se ben organizzata e con medici disposti a occuparsi di interventi di primo soccorso, allora direi che la risposta è decisamente sì».
Carpi ha oltre 70mila residenti, senza contare il bacino di utenti dei Comuni delle Terre d’Argine: il Pronto Soccorso è preparato per affrontare il futuro?
«Ritengo che i nostri servizi siano di ottimo livello e che anche gli spazi ora siano idonei per una comunità numerosa come quella di Carpi. Il Pronto Soccorso, insomma, reggerà così per molti anni».
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