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Benzinaio: «Ancora i ladri, mi arrendo e chiudo tutto»

Carlo Gregori
Benzinaio: «Ancora i ladri, mi arrendo e chiudo tutto»

Sfasciano l’ingresso e portano via sigarette per 4mila euro in via Emilia Est a Modena. I carabinieri li inseguono in auto ma loro riescono a scappare

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«Sì, i carabinieri hanno recuperato parte delle stecche di sigarette che mi hanno rubato ma ho lo stesso grosse perdite anche per i danni. Ma dopo questa volta, basta. Io e mia moglie abbiamo deciso: tra due settimane cediamo la gestione. Non ce la facciamo più».

Antonio Petrella, 40 anni, è stanco e non lo nasconde. Più stanco, che arrabbiato, ormai: è avvilito. Nella notte tra venerdì e ieri i ladri sono riusciti un’altra volta a sfasciargli l’ingresso del bar che gestisce con la moglie insieme al distributore Shell poco dopo la rotatoria della tangenziale, nella zona delle concessionarie. Un colpo sfacciato: i ladri se ne sono infischiati delle telecamere di sorveglianza, oltre tutto ad alta definizione, e hanno saccheggiato l’espositore delle sigarette e le stecche.

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«L’allarme è scattato alle 4.20. Stavamo dormendo a casa. Allora sono corso qui e mentre stavo entrando al bar, ho visto quei due scappare. Così ho avvisato il 112 e intanto ho inseguito un’auto, ma poi ho scoperto che era l’auto sbagliata».

Invece, i carabinieri sono riusciti a intercettare l’auto giusta, una Fiat Punto vecchia risultata rubata, e l’hanno inseguita mentre i banditi scappavano ad alta velocità cercando di seminare la pattuglia dei militari con manovre azzardate e altamente pericolose.

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Ma i carabinieri l’hanno tallonata e sarebbero stati sparati colpi di pistola in aria (come affermato dal titolare del distributore, ma i carabinieri smentiscono). Dopo San Damaso, i banditi hanno frenato e abbandonato l’auto scappando a piedi nei campi e facendo perdere le proprie tracce nel buio. Non senza aver portato via metà del bottino: stecche per duemila euro almeno. Le altre sono state restituite. Erano in due: uno grosso e uno piccoletto e più magro. Sono stati ripresi dalle telecamere del distributore, montate dopo l’ultimo furto, e ora i file sono stati consegnati ai militari per poter essere analizzati: i ladri potrebbero essere anche identificati, perché sono stati ripresi nitidamente. Difficile però dare un volto preciso a uno che aveva la testa coperta dal cappuccio della felpa. «Anche se sembra piccolo, il furto ci colpisce - spiega il benzinaio - per fortuna che non tengo in vista i gratta-e-vinci. Se si somma tutto, si può capire perché voglio rinunciare a questo lavoro. Oggi i benzinai guadagnano molto meno di un tempo: i margini sono molto ridotti. Poi c’è il problema della sicurezza, che non c’è. E lo si è visto anche adesso. Poi ci sono le tasse e le assicurazioni, più le spese per tenere dietro al fisco. Insomma, come dobbiamo fare? Siamo in due; io e mia moglie al bar, e abbiamo tre figli piccoli. Come si può vivere così, svegliandosi nel cuore della notte perché i ladri stanno svaligiando il bar? E dopo? Devo anche pagare la porta blindata, il vetro e la serratura... Basta, basta». La moglie silenziosa scuote la testa dandogli ragione.

Il colpo è stato eseguito, in ogni caso, secondo modalità precise, sapendo dove colpire ai ladri interessavano le sigarette, come si vede anche dal video (non mostrano alcuna esitazione su dove colpire). Forse si tratta di qualcuno che nei giorni scorsi era stato un cliente del distributore.

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