Modena, boom di firme contro le 6 ore di lezione
Petizione a gonfie vele: i genitori delle Paoli-San Carlo vogliono evitare la settimana corta: «Penalizzerebbe i ragazzi»
La preside Giovannetti dice di non sapere nulla della contrarietà dei genitori per la settimana corta alle Paoli-S. Carlo? Afferma che le giornate di sei ore vanno bene ai genitori e che gli oppositori sono una sparuta minoranza?
L'assemblea di ieri mattina con più di 120 genitori presenti è servita a fare chiarezza. In neanche mezzora sono state raccolte un centinaio di firme contro questa scelta, chiedendo di sospendere l'iter di adozione del provvedimento. A grande maggioranza i genitori si sono espressi contro la scelta adottata, con una grande varietà di motivazioni.
Poche incertezze nel condannare l'arretramento nella qualità degli studi e dell'insegnamento: «Con un provvedimento del genere - hanno ripetuto a più voci - si condannano gli alunni a capire sempre meno e a fare compiti a casa sempre più raffazzonati. Cosa possono capire ragazzi e ragazze che dalle 8 alle 14 sono chiusi a scuola, con pochi minuti di ricreazione? E poi devono tornare a casa, mangiare e preparare i compiti per le sei materie del giorno successivo? Per bambini e bambine è una scelta inaccettabile». «Il comportamento della presidenza dell'istituto è stato adottato senza coinvolgere i diretti interessati - sintetizza il Comitato “Sei ore? No grazie” - Il dibattito è stato chiuso all'interno degli organi collegiali senza informare puntualmente le famiglie su cui peserà questo cambiamento. In quella sede, con promesse di future riorganizzazioni che ancora non sono state rese note, è stata fatta passare una decisione che non ha chiamato in causa le famiglie. La preside, in nessuna sede, ha comunicato alle famiglie i presunti vantaggi di questa innovazione. I ragazzi sono condannati a imparare meno perché nelle ultime ore l'attenzione crolla anche negli adulti: figuriamoci per ragazzini di quell'età. Non c'è mai stata un'assemblea pubblica con i genitori.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.10688594:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/01/17/news/settimana-corta-alle-medie-ma-i-genitori-non-ci-stanno-1.10688594]]
La preside Giovannetti lo conferma lei stessa dicendosi sorpresa dell'improvvisa presa di posizione dei genitori. Ma l'altissima percentuale di firme raccolte in pochi minuti dimostra quanto il tema sia sentito e quanto fosse stato dibattuto da tempo. Ad ogni tentativo di dialogo c'è sempre stata una chiusura aprioristica e spesso aggressiva. Nell'assemblea di stamattina ad esempio era stato vietato ai genitori di partecipare per discutere dell'argomento: il diritto di parola, sancito dalla legge, è stato fatto rispettare dall'educazione dei presenti. Ma, come dimostra il verbale che si chiude su altri punti all'ordine del giorno, non c'è traccia dell'enorme partecipazione e afflusso dei presenti né delle loro tesi. Questa è la riprova dell'invadenza di un vertice scolastico sordo a ogni sollecitazione. Eppure la preside Giovannetti dovrebbe ben ricordare la sua partecipazione al Comitato Genitori di metà novembre in cui ha riconfermato che mai avrebbe fatto marcia indietro sulla decisione che lei aveva preso. E ora si mostra stupita di avere tanta contrarietà. Per dare l'idea del modo in cui i genitori furono interpellati l'anno scorso basta ricortare - testualmente - la domanda inserita in un questionario on line che assieme a molte altre disparate poneva il seguente quesito: “In che misura - era scritto - sarebbe interessato ad un orario scolastico che preveda la frequenza cinque giorni alla settimana escludendo il sabato?”».
Ora la petizione continua e vedremo quante firme saranno raccolte nei prossimi giorni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
