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«Sbagliati i saldi anticipati

di Enrico Vincenzi
«Sbagliati i saldi anticipati

VIGNOLA. I commercianti vignolesi traggono le prime conclusioni sull’inizio di questo periodo di saldi. Tra alti e bassi, il comune denominatore sembra essere l’assenza della corsa sfrenata che si...

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VIGNOLA. I commercianti vignolesi traggono le prime conclusioni sull’inizio di questo periodo di saldi. Tra alti e bassi, il comune denominatore sembra essere l’assenza della corsa sfrenata che si associa agli anni di benessere economico.

«I saldi stanno andando senza fare follie», dice Elio Sola di Sabrina Style.

Gli fa eco Tiziana Succi di Le Ragazze Fashion and Store: «Il primo giorno sono partiti benissimo, poi di nuovo calma piatta. Però va bene così».

«I saldi sono partiti un po’ a rilento» secondo Simona Minelli di Moda Modà, e anche per Zorca Manni di Angolo 3 «si stanno muovendo piano piano, non è che ci sia tanta spinta».

La spinta non sembra essere stata vigorosa nemmeno nel periodo natalizio: «Per noi, Natale è iniziato quindici giorni in ritardo, è durato qualche giorno di vendita grossa e poi si è smorzato», dice Enrico Sirotti di Arredando.

«A noi, Natale è andato bene, anche se un po' di calo rispetto all'anno scorso c'è stato, e anche con i saldi la gente sta venendo - dice Stefania Montaguti de Lo Scrigno - C'è un po' di calo in generale, soprattutto per gli acquisti di fascia più alta».

Acquisti di fascia più alta che, secondo Sirotti, non vanno perché «la gente non acquista qualcosa di costoso se sa di poterselo trovare in saldo il giorno dopo, soprattutto nell’ abbigliamento».

Anche Sola la pensa in questo modo: «Anticipare sempre i saldi non aiuta le vendite, specie nel periodo natalizio, perché le persone aspettano i saldi per acquistare e non si riesce a vendere col prezzo pieno. Noi non avevamo nemmeno finito con i regali di Natale che già eravamo in saldo, e chi ha comprato il regalo di Natale lo ha preso a prezzo pieno».

Meno acquisti nei periodi di prodotti a prezzo pieno fanno sì che per alcune realtà il periodo dei saldi diventi un periodo in cui tentare di compensare alle perdite dei mesi precedenti, spiega Sola: «È un tamponamento alla stagione che non è andata, perché i saldi veri e propri dovrebbero essere una svendita del prodotto che ti è rimasto nel negozio, ma di rimanenze ce ne sono troppe, e anche con i saldi non si recupera niente».

«Il lavoro che avrebbe dovuto esserci prima non c'è stato - così Manni - anche a Natale o le domeniche, ed è venuta un po' di gente quando sono iniziati i saldi. Manca il lavoro di prima». A questa situazione, c'è chi cerca di far fronte puntando sul rapporto qualità prezzo del proprio prodotto e sulla fidelizzazione dei clienti: «Il libro è un prodotto che va sempre, per i prezzi contenuti e il forte valore intellettuale», dice Stefania Zappi de la Quercia dell'Elfo.

«La crisi si fa sentire, ma abbiamo una clientela affezionata che ci supporta e ci permette di andare avanti», conclude Succi.

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