Gli amici: «Già da piccolo era un fenomeno»
La lettera di Daniela: «Mi hai insegnato che nella vita, in qualunque vita, tutto è possibile»
CAMPOGALLIANO. Fare vivere Kevin nel rombo della moto, perché in quel suono rimarrà sempre qualcosa di lui e ogni volta che chi l’ha conosciuto, ma anche chi ne ha sentito solo parlare, sentirà il ruggito provenire da una due ruote, penserà a questo giovane campione che con il suo carattere semplice e generoso ha cambiato la vita di tutti. Minuti di silenzio alternati ad applausi, ai quali seguiva altro silenzio in cui si indugiava ad allontanare la bara di Kevin, diretta alle camere ardenti di Reggio Emilia dopo il funerale, perché non si accetta di doversi separare per sempre da un ragazzo come lui. «Sono amico di Efrem e ho visto crescere Kevin: quando era piccolo si capiva già che sarebbe diventato un fenomeno – racconta Marco Berti, di Castellarano, proprietario di una moto Xt 600 Yamaha – a 8 anni spingeva la Vespa ‘a cuccio’: un gioco di accensione particolarmente complicato che lui eseguiva con innata maestria». Anche Manuel Furlani, nato a Maranello, ma cittadino di Campogalliano, ha negli occhi il campione Kevin. «Ammiravo la sua bravura nel free style, era unico» chiosa Manuel. Tra i fiumi di messaggi arrivati a Kevin, c’è anche una lettera di Daniela Morellini, a nome di tutto il Motoclub Campo dei Galli, della città della bilancia.
«Mentre ti scrivo, ho lo stomaco chiuso, ma non posso fare a meno di pensare a te. Ti conosco da sempre e quando ho saputo quello che facevi mi sono sentita orgogliosa di te – scrive Daniela - Ti ricordavo ragazzino e ti ho ritrovato uomo che ha realizzato il sogno della sua vita. Ti sei esibito in piazza, nel tuo paese, a Campogalliano. Anche questo era il tuo sogno e l’hai realizzato. Averti conosciuto mi ha arricchita, mi hai insegnato che nella vita, in qualunque vita, tutto è possibile». (s. a.)
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