La città dedica dodici mesi a Shoah e Grande Guerra
Bellei: «Diamo vita a una serie di eventi che coinvolgono il mondo della scuola e le associazioni culturali con seminari storici, laboratori musicali e convegni»
Si chiama Dna Memoria il progetto articolato in più eventi che avrà il compito, durante tutto il 2015 di ricordare il settantesimo anniversario dalla fine della seconda Guerra Mondiale, che ricorre proprio quest’anno.
Il tema sta particolarmente a cuore al sindaco Alberto Bellelli, il quale tenuto per sé la delega alla Memoria e ha iniziato il proprio mandato, dopo le elezioni amministrative del maggio scorso, con una visita all’ex Campo di Fossoli, all’indomani della proclamazione a sindaco. Questo come segnale forte di volontà di non dimenticare le atrocità e le barbarie commesse durante il periodo bellico, di cui l’ex Campo rappresenta una testimonianza. Qualche particolare su Dna Memoria è stato svelato nel corso della conferenza che, sabato scorso, ha annunciato il primo degli eventi con cui si intende approfondire il tema della Memoria quest’anno. Si tratta di Brundibàr, il 27 gennaio alle 21, con ingresso gratuito al Teatro Comunale. «Questo appuntamento sarà un aperitivo rispetto al ricco programma di Dna Memoria, il progetto che abbiamo fortemente voluto e realizzato insieme alle associazioni culturali della città in occasione del Settantesimo dalla fine della seconda Guerra Mondiale – spiega il sindaco Alberto Bellelli – Brundibàr è un evento con le scuole e per le scuole. Fa parte, infatti, di un progetto didattico che ha visto partecipare scuole della città di diverso ordine e grado, come primarie e secondarie di primo e secondo grado, ciascuna con un percorso specifico. Gli alunni delle primarie Col. Lugli, Rodari, Gasparotto, Da Vinci, Collodi e della secondaria di primo grado Gasparini di Rovereto hanno infatti dato vita a un laboratorio musicale che unisce didattica della storia e didattica musicale». Due classi dell’Itis Da Vinci, invece, hanno svolto un percorso storico-formativo che, a partire dalla centralità dell’opera, ha affrontato il contesto in cui essa è stata prodotta. La fiaba Brundibàr racconta la tragedia della Shoah e in particolare del ghetto di transito di Terezin, dove furono rinchiusi 140mila ebrei, di cu oltre 15mila bambini, e dal quale fecero ritorno poco più di 3mila internati. L’iniziativa è realizzata dalla Fondazione Fossoli, in collaborazione con l’assessorato alla didattica degli Istituti Culturali del Comune e l’Istituto Superiore di Alta Formazione Musicale Vecchi Tonelli di Modena e Carpi. Alla conferenza di presentazione hanno partecipato oltre al sindaco, l’assessora all’istruzione Stefania Gasparini, la direttrice della Fondazione Fossoli Marzia Luppi, Alberto Campedelli, presidente del Vecchi Tonelli e la cantante Costanza Gallo.
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