«Bisogna prendere provvedimenti e dare un segnale»
«Questa volta bisogna dare un segnale forte, prendere provvedimenti severi». La richiesta arriva dagli stessi studenti e riflette l’aria che si respira in consiglio d’istituto: la professoressa...
«Questa volta bisogna dare un segnale forte, prendere provvedimenti severi». La richiesta arriva dagli stessi studenti e riflette l’aria che si respira in consiglio d’istituto: la professoressa ferita è la linea sopra la quale non si vuole salire.
Già ma come fare? L’esigenza comune è quella d’intensificare i controlli ma come si può fare? Proposte concrete non sono state vagliate dal consiglio d’istituto sul Barozzi. Proviamo dunque a mettere sul tavolo alcune delle misure già usate in altri ambienti, come ad esempio le aule universitarie. Da una parte ci sono le telecamere, in maniera da identificare almeno all’entrata e all’uscita i furbetti che si mescolano alla folla di ragazzi e ragazze con lo zainetto e magari fermarli quando escono alla spicciolata. Una misura non indolore ma forse indispensabile per sorvegliare adeguatamente gli accessi.
Poi, sempre restando nel campo delle ipotesi, c’è quella del cartellino di riconoscimento, magari con la foto e un microchip per accedere ad alcuni servizi offerti dalla scuola, da tenere al collo. Un provvedimento comune nei grandi raduni, dalle manifestazioni sportive ai megaconcerti che permetterebbe in qualsiasi momento al personale di verificare l’identità reale. Vedremo cosa verrà deciso nei prossimi giorni. (s.c.)
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