Scuole Barozzi, bulli in fuga fanno cadere una professoressa sulle scale
Sarebbero stati riconosciuti come studenti di altre scuole, indagini in corso Alle 8 sono entrati mescolati alla folla di 1300 alunni: sono stati scoperti subito
Momenti di panico ieri mattina all’istituto commerciale Barozzi quando una banda di teppisti, tutti estranei all’istituto, sono stati sorpresi dal personale tra i corridoi e si sono dati alla fuga. Nella corsa a precipizio dalle scale hanno urtato violentemente una professoressa facendola cadere per le scale.
La donna, insegnante di inglese di circa 60 anni, ha riportato diverse lesioni gravi. Una prima diagnosi parla di una microfrattura e un probabile trauma cranico. Non è in pericolo e le sue condizioni generali sono complessivamente buona; non ha mai perso conoscenza e sino al pomeriggio è stata tenuta in osservazione in ospedale dove le ha fatto visita il preside.
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Immediatamente la notizia di questa aggressione di fatto, se così vogliamo chiamarla, ha fatto il giro dei social network degli studenti e passando da un telefonino a una frase postata su Facebook si è tramutata in una valanga di commenti che ha fatto il giro del web.
Con scarsa utilità, perché l’incidente provocato da una banda di bulletti in uscita dal Barozzi ha creato un gigantesco equivoco. Per qualche ora si era diffusa la notizia di un’aggressione premeditata, magari maturata all’interno della scuola. Niente di più errato ma il silenzio da parte dei vertici scolastici, impegnati nel capire la dinamica dell’accaduto, ha dato il via alle illazioni più disparate.
Solo attorno a mezzogiorno si è arrivati a fare chiarezza.
Gli intrusi hanno approfittato, e non è stata la prima volta, della ressa dei 1300 studenti che entrano di prima mattina per infilarsi a scuola. Grazie alla rete di allerta della scuola sono stati subito identificati, fuggendo prima di essere bloccati. Il gruppo si è scatenato nella fuga, urtando chiunque trovavano nei corridoi verso l’uscita e sulle scale hanno urtato contro la donna senza neppure fermarsi a prestare i soccorsi. Il meccanismo di identificazione è già stato avviato e molti sostengono di averli riconosciuti come studenti di altre scuole. La sfida di entrare in luoghi sconosciuti, magari per allungare le mani nei cappotti o sugli oggetti lasciati in giro, questa volta è fallita.
«Peccato che siano state diffuse queste notizie - dice uno dei due rappresentanti in consiglio d’istituto, Andrea Pacello - Sono i giorni delle iscrizioni e si dà l’idea sbagliata di un istituto dove tutto sia possibile. Non è affatto così. Saranno presi provvedimenti severi. Queste situazioni non devono ripetersi».
«Quello che è accaduto non è tollerabile - aggiunge Alessia Barbieri, pure lei in consiglio d’istituto - ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Qui al Barozzi i controlli ci sono e gli estranei sono stati bloccati prima che potessero andare in giro nei corridoi. Il sistema di sorveglianza ha funzionato. Purtroppo nella fuga hanno buttato a terra quella povera professoressa a cui va tutta la solidarietà degli studenti».
Saverio Cioce
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