È morto carbonizzato nel suo letto
Nando Lugli, 77 anni, aveva lasciato sul materasso l’asciugacapelli acceso che si è surriscaldato e ha scatenato le fiamme
Morto carbonizzato, probabilmente a causa di un asciugacapelli lasciato acceso sul letto e che si è surriscaldato al punto di incendiare il materasso. Una fine orribile per Nando Lugli, 77 anni residente in Stradello Rossi a Cortile. A salvarlo ci ha provato il fratello GianCarlo che, rientrato verso mezzanotte dal circolo Arci nei pressi di San Martino Secchia, si è precipitato nella camera di Nando ma ormai era troppo tardi.
«Appena arrivato a casa - racconta tra le lacrime l’uomo - ho sentito puzza di bruciato. Ho alzato gli occhi e ho capito che l’odore arrivava dalla stanza di mio fratello. Sono salito di corsa al primo piano, ho aperto la porta e ho visto le fiamme che ancora ardevano sul materasso. Ho subito spendo il fuoco ma per Nando non c’era più nulla da fare. Sono straziato dal dolore, non doveva accadere una tragedia simile. Adesso resto solo».
Nando Lugli, molto noto e benvoluto nella frazione, aveva un arto artificiale a causa di una grave malattia che lo aveva colpito quando era bambino. Le sue difficoltà di deambulazione lo avevano portato a organizzarsi in modo che, una volta coricato a letto, non dovesse alzarsi per andare in bagno. «Per asciugarsi - spiega il fratello - usava un asciugacapelli che teneva sul comodino. Evidentemente dopo averlo utilizzato l’ha lasciato sul letto senza spegnerlo». L’elettrodomestico, ipotizziamo, si è surriscaldato mentre l’anziano si era nel frattempo addormentato (oppure potrebbe aver perso conoscenza a causa di una scarica elettrica). Non si può escludere quindi che la morte sia sopraggiunta per soffocamento causato dal fumo prodotto dalla combustione del materasso. Le cause precise del decesso saranno comunque accertate dall’Istituto di medicina legale dove attualmente si trova la salma di Nando Lugli. Del caso si occupano i carabinieri che hanno effettuato un sopralluogo nell’abitazione della vittima. Sul posto anche i pompieri. Per adesso sembra da escludere che a causare il rogo sia stata la bombola d’ossigeno che Nando Lugli utilizzava da qualche anno a causa di una forma di insufficienza respiratoria. «L’apparecchiatura - spiega il fratello dell’anziano deceduto - è integra e fuori dalla stanza. Mi pare chiaro che non c’entri nulla con quanto accaduto anche perché non funziona nè a batterie nè a energia elettrica. Inoltre mio fratello non fumava e di conseguenza escluderei anche l’ipotesi di un incendio partito da una cicca di sigaretta. Ma al di là di tutto mi resta il grande dolore di non averlo potuto salvare. Mio fratello era tutto per me, ci facevamo compagnia».
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