I lavori non si fermano: in un anno argini sicuri
Muzzarelli: «Saremo contenti solo quando anche l’ultimo sarà rimborsato» I sindaci Borghi e Silvestri: «Stiamo pagando i danni, è un caso eccezionale»
«Il nostro impegno finirà quando l’ultimo cittadino sarà rimborsato». È la promessa espressa da Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia, durante la seduta del consiglio a un anno dall’alluvione. Muzzarelli ha ricordato gli eventi degli ultimi due anni: un terremoto, due tornado e l’alluvione. «Spero non in una legge nazionale con tutti i particolari - ha auspicato il presidente - ma almeno un impianto per non dover ripartire tutte le volte da zero». Il secondo punto è il dialogo con la Regione, l’Aipo e i Servizi tecnici di bacino. «Occorre intervenire sulle casse d’espansione di San Clemente e del Secchia - ha detto Muzzarelli - e tenere sotto attenzione elementi di rischio come le tane di animali».
Un impegno ribadito da Aipo e Consorzio della Bonifica Burana. «Abbiamo completato tutti i cantieri sulla messa in sicurezza idraulica della terza ordinanza regionale - ha garantito Federica Pellegrini, ingegnere dell’Agenzia - come quelli dell’ordinanza 11. Altri partiranno il 2 febbraio e avranno una durata di sei mesi. I lavori per l’ordinanza 5 sono stati disposti entro dicembre. I più piccoli saranno avviati entro febbraio, per l’arginatura del Secchia serviranno progettazione e indagine geognostica, come sul Panaro».
La Regione ha stanziato 22 milioni per l’Agenzia nel secondo stralcio dell’ordinanza 5. Tredici milioni sono destinati per l’ “adeguamento strutturale e funzionale del sistema arginale difensivo”, fatto per stralci. Un milione per le casse d’espansione, per cui servirà “valutare e predisporre la possibilità di regolazione in situazioni emergenziali anche per piene ordinarie”, come si legge nell’ordinanza. Il resto riguarda interventi sul Panaro. Nel testo previsto un contributo di oltre un milione per il Consorzio di Burana. Quasi 600mila euro andranno per la “ripresa di frane e interventi di rialzo arginale sul Cavo Vallicella”. I rimanenti 470.800 euro per “lavori di espurgo, sistemazione manufatti, ripresa frane sul Cavo Dogaro”.
«Abbiamo già eseguito l’80 percento dei lavori - ha aggiunto Luigi Maccaferri, vicepresidente del Consorzio - il restante è già assegnato: pensiamo di finire entro qualche mese. Gli animali nella stragrande maggioranza dei casi non creano alcun danno, ma si deve intervenire. Speriamo tra un anno di poter dire che abbiamo finito tutto».
Rita Nicolini, responsabile della Protezione Civile di Modena, ha fissato i passi futuri: «superare gli 85mila euro di rimborso per i beni immobili ed estenderli alle abitazioni colpite dall’alluvione e già inagibili per il terremoto»; inoltre, nuovi fondi «per le opere pubbliche rimaste fuori dalle precedenti ordinanze».
«Sono stati colpiti tutti gli edifici pubblici - ha ricordato Francesca Silvestri, sindaco di Bastiglia - in questi giorni partiranno 179 liquidazioni già approvate. Entro massimo la prossima settimana ce ne saranno altre 700. Da noi sono state presentate 413 osservazioni. Abbiamo scelto la determina e non la delibera perché anche gli amministratori erano parte in causa».
«Non c’è mai la certezza assoluta che non riaccada - ha ribadito Alberto Borghi, primo cittadino di Bomporto - i cittadini in questa emergenza per la prima volta vedono arrivare i contributi che a Genova a Parma non vedranno. A Natale è stato bello incontrare anziani che avevano detto che al massimo avrebbero ricevuto pastiglie dire che i soldi erano arrivati nel conto corrente».
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