Gazzetta di Modena

Modena

Cittadini ancora critici: «Il disastro era evitabile»

di Serena Arbizzi
Cittadini ancora critici: «Il disastro era evitabile»

Affollata assemblea a Bomporto per il confronto con Regione e Provincia Arriverà la proroga per gli indennizzi delle aziende: solo 19 domande presentate

3 MINUTI DI LETTURA





BOMPORTO. L’anno trascorso non è servito a cancellare la convinzione che l’alluvione si potesse evitare. La conferma è arrivata durante la serata organizzata al teatro, che lunedì ha ospitato un incontro tra istituzioni e cittadini per fare il punto della situazione. All’incontro erano presenti Palma Costi, ’assessore regionale alla Ricostruzione Palma Costi, Rita Nicolini, responsabile della Protezione Civile e il sindaco Alberto Borghi oltre al presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli. Durante la serata, dopo più relazioni sulle somme spese per i vari interventi e a disposizione per i risarcimenti a seconda delle varie categorie di danneggiati, è stata annunciata ufficialmente la proroga del termine per la presentazione della domanda di contributo da parte delle imprese.

«Proroga certa, che sarà quasi sicuramente di due mesi, passando da fine febbraio a fine aprile, dal momento che pochissime realtà hanno presentato la richiesta: sono infatti solo 19 le aziende che hanno inviato la documentazione in Provincia, l’Ente scelto per la gestione di queste pratiche - ha affermato Palma Costi - Stiamo inoltre lavorando per raggiungere un accordo con le banche per imprenditori e agricoltori che hanno difficoltà ad anticipare i soldi. Oltre a premere per ottenere sgravi fiscali per le piccole imprese dei nostri centri storici. A giorni inizierà alla Camera la discussione sulla nuova legge sulla Protezione Civile».

Si è parlato anche di proroga per la scadenza di giugno per il prestito sulle rate delle tasse. Un argomento che fa riemergere il timore di non riuscire a pagare il debito che si sta via via accumulando e che fa sottolineare, da parte di molti, come sarebbe stato meglio se le tasse fossero state cancellate per chi ha avuto danni da calamità naturale. La seconda parte della serata è stata caratterizzata da interventi pepati.

«Perché ci troviamo con una media di sei piene all’anno, molte di più rispetto a diversi anni fa? - ha chiesto Pietro Corni, che vive di fronte all’argine del Secchia a Sorbara - Il fiume non è più stato oggetto di manutenzione da quando si è abbandonata l’agricoltura. Si è creata una foresta nell’alveo che rallenta l’acqua e crea un deposito. Bene, quindi, gli interventi programmati, ma non basta, bisogna fare di più».

Da parte degli imprenditori è invece emerso malcontento sulla necessità di adeguare i capannone al 60% di antisismicità, con un rimando alla ricostruzione post terremoto, che in alcuni casi si intreccia con i danni da alluvione. «Non capisco perché, pur avendo fatto interventi sul mio capannone, devo spendere ancora per adeguarlo a questo parametro, quando il mio vicino ha i tetti in eternit che si sono sfaldati», ha detto l’imprenditore Fontana. Gli ha risposto Muzzarelli: “basta che il suo tecnico firmi che è già a norma…”. E da lì si è acceso un battibecco.

Roberto Bevini di Centrodestra Bomporto ha poi attaccato la “parte politica che ha sempre governato e improvvisamente si è accorta che bisognava stanziare somme ingenti per la sicurezza degli argini”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google