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E tre sindacalisti “battono” Chiari

E tre sindacalisti “battono” Chiari

Il Comune li dovrà indennizzare nonostante il voto basso del comandante

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Una festa nella festa quella vissuta ieri da tre agenti della polizia municipale - due sindacalisti e una semplice iscritta del Sulpm - che proprio in concomitanza con la ricorrenza del patrono di San Sebastiano hanno vinto una causa di lavoro nei confronti del comando della polizia municipale. Il Comune, ma forse è più corretto dire il comandante Franco Chiari, è uscito sconfitto e i tre ricorrenti hanno avuto la vittoria morale ed economica su una vicenda legata ai premi di rendimento o produttività che dir si voglia.

Tutto ruota attorno alla valutazione di servizio stilata nel 2012 dal comandante su i uomini attraverso una serie di parametri che escludono le multe elevate, ma contemplano l’atteggiamento tenuto nei confronti del proprio lavoro e durante il servizio. Ogni agente in servizio a Modena, in sostanza, arriva ad ottenere un punteggio che viene parametrato economicamente a quello che diventerà una sorta di premio di fine anno.

Che è accaduto ai tre agenti della polizia municipale, al tempo stesso sindacalisti del Sulpm che certo non è in grande sintonia con il comandante Chiari? Loro, come dei piccoli Calimero, al momento della valutazione ricevevano sempre il punteggio minore o un gradino appena sopra il minimo “sindacale”. Dai uno, dai due, dai tre, alla fine i tre agenti sono sbottati. Anche perché a farli insospettire emergeva il fatto che, contemporaneamente a colleghi che svolgono le stesse identiche mansioni, nelle stesse modalità, magari anche nello stesso ufficio, e con i medesimi risultati, veniva riconosciuto un premio al top della classifica o quasi. Inevitabile la richiesta di spiegazioni al comandante. Ma la risposta non è stata ritenuta esauriente.

I tre agenti hanno quindi deciso di rivolgersi ad un soggetto terzo, ovvero il Tribunale del lavoro al quale hanno presentato ricorso per chiedere di pronunciarsi sulla regolarità o meno del modo in cui le valutazioni sono state effettuate.

Di fronte al giudice è stata richiesto un indennizzo di 250 euro cadauno (sarebbero finiti in beneficienza), ma il rischio di vedere ulteriormente rinviato il procedimento (l’avvocato del Comune ha annunciato la necessità di consultarsi con i dirigenti municipali a fronte di una richiesta così “esosa”), gli agenti hanno accettato una transazione bonaria. Poche decine di euro, ma nulla di fronte alla soddisfazione morale nel vedersi riconosciuto di essere vittime di un’ingiustizia sulla quale - è il pensiero dominante tra il corpo - ha giocato sicuramente un ruolo il fatto che i tre sono si attivi nel Sulpm.

Andrea Marini

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