«Questo Comune è sottomesso a Hera»
Spilamberto. Forte e Forghieri dell’opposizione attaccano la giunta per l’attuale gestione dei rifiuti
SPILAMBERTO. «Nonostante i proclami della campagna elettorale e le promesse di un nuovo metodo di gestione dei rifiuti a partire dalla raccolta porta a porta e dall’eliminazione delle tessere “intelligenti”, anche questa amministrazione si è allineata a quelle precedenti, sottomettendosi ad Hera e a tutte le sue decisioni». Così Maurizio Forte e Paola Forghieri, della lista civica di opposizione “Spilamberto Civica e Responsabile”, attaccano l’amministrazione comunale e l’attuale gestione dei rifiuti. «L’allineamento di questa amministrazione – proseguono Forte e Forghieri - lo dimostra la recente delibera dell’Unione sul Patto di sindacato, passata con il voto favorevole di Costantini, Villa e di tutti i consiglieri Pd, che impegna i Comuni soci a non trasferire le azioni Hera e a conformare il proprio voto in Assemblea sulle future deliberazioni “al fine di garantire lo sviluppo di Hera, delle sue partecipate e della sua attività” (sic!). Per i Comuni inadempienti il patto prevede una penale di 5 milioni di euro. Soltanto una settimana dopo, il 18 dicembre scorso, è stato rinnovato ad Hera il contratto scaduto a fine anno per la gestione dei rifiuti, una proroga di altri due anni decisa da Atersir (nel cui consiglio siedono i sindaci delegati da ogni provincia). Non è la prima proroga: questa gestione era già il salvataggio della scadenza precedente. Da allora si procede con affidamenti diretti senza un regolare bando di gara, rinnovando una convenzione del 2007, anch’essa affidata senza gara di appalto. E se è vero che si potrà richiedere per il futuro un diverso metodo di raccolta dei rifiuti potenziando il porta a porta, è anche vero che sarà solo Hera a determinarne il prezzo. La capacità contrattuale dei Comuni soci è sostanzialmente nulla e il controllo pubblico non ha nessuna influenza sulle decisioni prese dai dirigenti della multiutiliy…Il problema è che le tariffe salgono e lo strapotere di Hera alla fine si abbatte sui cittadini-utenti spremuti come limoni…Nell’epoca del riciclo post-incenerimento, ai nostri Comuni servirebbe una vera e propria rivoluzione nella gestione dei rifiuti, mirata a contenere le tariffe e a tutelare i cittadini, prendendo esempio da altri Comuni italiani che da dieci anni adottano la “strategia rifiuti zero”, raggiungendo percentuali di differenziata che sfiorano il 90%, avviata a riciclo anziché all’inceneritore. Ma il conflitto d’interessi che vedrebbe i nostri Comuni da una parte garanti dei cittadini per il rapporto qualità-prezzo del servizio conferito, e dall’altra azionisti di Hera e quindi titolari dei dividendi, renderà molto difficile, intraprendere la strada dei comuni virtuosi e la loro politica che aspira al traguardo rifiuti - zero». (m.ped.)
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