Razzie all’Inps, nessuno interviene
Otto colpi in un anno: «Adesso basta, è diventata una farsa»
«Adesso basta, sta diventando una farsa. I ladri saccheggiano l'Inps, noi dipendenti lo segnaliamo alla direzione regionale dell'istituto e i nostri superiori non ci rispondono neanche».
Parla uno dei tanti dipendenti dell'Insp di viale Reiter che hanno appena affrontato l'ottavo furto in un anno. Sempre la stessa storia. Di notte i ladri forzano una finestra sul retro, di quelle che danno sulle case popolari di via Ricci, entrano, mettono tutto sottosopra e rubano qualcosa. Di solito vanno in sala mensa e bar. Ci vanno a colpo sicuro e si portano via di tutto: prosciutti, formaggi, cibo vario, buoni pasto, denaro delle macchinette del caffè e delle bibite. Poi a volte vanno alla sala per il pubblico al piano terra. Hanno cercato di portare via il grande schermo del numeratore rovinandolo e l'hanno dovuto lasciare lì. Hanno forzato i cassetti. Insomma, rubano tutto e fanno sempre danni. Otto colpi. L'ultimo questo fine settimana: solita tecnica, solito bottino, solito sopralluogo delle forze dell'ordine e solita lettera di segnalazione a vuoto. Il sindacato autonomo e le Rsu avevano segnalato la traffica di furti alla direzione regionale Inps sia a parole che per lettera. Chiedevano di intervenire in tempi brevi per fermare questa razzia che produce danni economici e anche di materiale e attrezzature, nonché di finestre, porte e altre parti dello stabile. Alla fine di gennaio, dopo il settimo furto, i sindacalisti avevano scritto un'altra lettera congiunta al direttore regionale per chiedere di mettere in sicurezza lo stabile. Ma a questa lettera non è mai seguita una risposta. Pochi giorni dopo, sono tornati i ladri.
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