Spaccata in negozio di cellulari a Maranello
Tre banditi hanno distrutto a colpi di mazza la vetrina di Telnet. Bottino da 25mila euro
MARANELLO. Erano banditi specializzati quelli che domenica notte, intorno alle quattro, hanno assaltato il negozio di smartphone Telnet. Forse, vista la dinamica e l’uso di mazze, gli stessi del colpo alla gioielleria di Sassuolo? I banditi, inquadrati dalle telecamere di sicurezza dentro al negozio, hanno prima disattivato il meccanismo che teneva bloccata la saracinesca, poi, con pochi colpi assestati con una pesante mazza, hanno abbattuto il vetro della porta, e in seguito si sono introdotti nell'esercizio.
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Due di loro, armati di torcia e contenitori di cartone, si sono dati alla razzia dei prodotti contenuti nelle vetrine, e si sono poi introdotti nella zona magazzino dietro il bancone; il terzo è rimasto all'esterno, a fare da palo e a cronometrare il tempo: il furto è infatti avvenuto in due minuti, dall'alzata della saracinesca alla fuga. Un tempo troppo breve perché i Carabinieri, allertati dall'allarme collegato con la saracinesca, potessero intervenire: «I carabinieri sono stati velocissimi - afferma Rosario Marolda, titolare di Telnet - purtroppo, però, quando hanno sentito l'allarme, nono sono bastati quattro minuti per arrivare perché i ladri avevano finito tutto in due». I segni del crimine commesso sono ancora ben evidenti: «Il meccanismo che blocca il motore della serranda è completamente inutilizzabile - dice Marolda - una vetrina non si chiude più, perché hanno rotto la serratura con un cacciavite; anche un'altra l'hanno aperta con il cacciavite, e quando siamo entrati c'era il vetro per terra. Dalle vetrine hanno preso tutti i migliori smartphone, poi hanno aperto tutti i cassetti, hanno preso tutto quello che c'era nei mobili, e hanno anche preso tutto quello che c'era di dietro. Hanno rubato circa centoventi smartphone. Il danno complessivo si aggira tra i ventiquattromila e i trentamila euro. Per fortuna, l'assicurazione copre la maggior parte dei danni economici. Nel frattempo non è rimasto che riaprire alla svelta l’attività...».
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