Tassa rifiuti, in quattro anni più 20%
Confcommercio: «Intollerabile, non siamo i bancomat di Hera». Montanini: «Per lo smaltimento serve un bando»
«Dal 2013 le imprese a Modena hanno sopportato un incremento del costo di smaltimento dei rifiuti pari al 20,31%: una vera e propria stangata, che si è tradotta nell'esborso, in taluni casi, di diverse migliaia di euro in più, drenati da una redditività aziendale ai minimi storici».
Così esordisce Confcommercio città Modena in una nota a commento dell'ipotesi avanzata ieri dall'Assessore comunale all'ambiente Giulio Guerzoni di incrementare il costo dei rifiuti di un ulteriore 3,7%.
«Quella degli aumenti costanti, da anni, nel costo della gestione dei rifiuti - puntualizza Confcommercio - è una catena che non si riesce a spezzare, il cui valore doppia, peraltro, il tasso di inflazione registrato nell'arco del triennio considerato e che non tiene in nessuna considerazione gli effetti devastanti sulle aziende di una crisi di cui non si intravede la fine».
«Appare indispensabile - commenta l'Associazione - che l'Amministrazione comunale, conti di Hera alla mano, che mai abbiamo potuto vedere, lavori con incisività perché si realizzino finalmente le economie di scala che avrebbero dovuto caratterizzare il processo di ristrutturazione delle aziende multi servizi e che fino ad oggi non si sono viste».
«L'obiettivo per il 2015 - conclude Confcommercio - , anche considerando la spirale deflattiva nella quale è entrato il nostro territorio, deve essere quello di congelare il costo dei rifiuti, invertendo così una tendenza all'aumento che dura da troppi anni. Perchè le imprese modenesi non sono i bancomat dell'Amministrazione Comunale e neppure di Hera, il colosso quotato in borsa che anche nel 2014 incrementerà gli utili netti in modo consistente».
Su questo tema anche la politica si mobilita: «L’appello di Cambiamodena - spiega Antonio Montanini, capogruppo in consiglio comunale - di far “assorbire” tutto il taglio dei trasferimenti al Comune è andato inascoltato come al solito. Leggendo il Dup siamo rimasti esterrefatti dalla leggerezza con la quale il sindaco Muzzarelli e sicuramente qualche suo collaboratore, hanno deciso di far pagare per l’ennesima volta ai cittadini e alle imprese i propri “capricci” di onnipotenza aumentando la pressione fiscale. Come si fa a scrivere “In considerazione della difficile congiuntura economica….” vi tassiamo di altri 9 milioni di euro sugli immobili così non scappate e nel contempo, sommando l’operazione Sant’Agostino si pensa spende nei prossimi anni ben 150 milioni di euro senza una attenta valutazione dei costi/benefici? Tutto questo è una “sciocchezza economica” poiché si taglia ancora una volta ossigeno a chi produce la ricchezza lavoratori privati, commercianti, aziende, artigiani. Sicuramente tante piccole attività chiuderanno perché non ce la fanno più ad essere strozzate da una Pubblica Amministrazione capace solamente di chiedere e totalmente incapace dare».
«Veniamo ora alla Tari - conclude Montanini - che aumenterà del 3,7% a causa del fatto che l’8% dei cittadini modenesi non riesce a pagarla… La struttura del costo, il metodo di raccolta e il fatto che a distanza di tanti anni non sia ancora assegnato tramite un bando pubblico il servizio di smaltimento dei rifiuti, la Tari non potrà far altro che aumentare nel prossimo futuro. CambiaModena entro la fine di febbraio presenterà un progetto per la gestione dei rifiuti che permetterà l’abbassamento della Tari per i cittadini Modenesi. Il sindaco Muzzarelli, anche se non è di Modena, speriamo che capisca cosa sta succedendo». (d.b.)
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