Truffa ai danni dello Stato: «Processate i 2 cancellieri»
È stata fissata al 3 marzo l’udienza preliminare per i due cancellieri dell’Ufficio del Giudice di Pace di via San Pietro accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato. Difesi dall’avvocato...
È stata fissata al 3 marzo l’udienza preliminare per i due cancellieri dell’Ufficio del Giudice di Pace di via San Pietro accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato. Difesi dall’avvocato Alberto Boni, compariranno davanti al gup Paola Losavio per la richiesta di rinvio a giudizio della Procura che ravvisa gravi irregolarità sulle presenze e le assenze sul lavoro dei due. Imputati sono un responsabile e un impiegato che da anni prestano servizio in via San Pietro: soprattutto il primo è una figura molto nota tra chi frequenta l’Ufficio del Giudice di Pace, anche per la sua disponibilità. Per questo ha fatto scalpore l’indagine della Procura, venuta alla luce in marzo, sull’uso dei cartellini di presenza che secondo l’accusa sarebbe stato disinvolto. La Procura ha raccolto documentazione sul periodo di fine 2013 e lo ha valutato sufficiente per ritenere fondato il reato contestato.
I due impiegati della cancelleria del Giudice di Pace sono però indagati anche per un’altra vicenda molto più grave, seguita dalla Procura di Ancona. Quella Procura è competente perché il terzo indagato è proprio un giudice di pace, un magistrato onorario (non residente a Modena) che secondo l’accusa sarebbe al centro di almeno un caso di corruzione per aver favorito alcuni ricorrenti per riavere patenti ritirate o per annullare multe.
I due cancellieri erano stati coinvolti nell’indagine in quanto avevano maneggiato un fascicolo sottoposto a indagine e la Procura aveva anche chiesto nei loro confronti una misura cautelare - gli arresti domiciliari - che per non erano stati concessi dato che il gip non l’aveva ritenuta necessaria. In questa vicenda sono entrambi assistiti dall’avvocato Luca Brezigar.
Anche in questo caso nel periodo in esame rientra il dicembre 2013 (l’inchiesta è concomitante con quella per truffa). Nel corso di indagini e ispezioni, la Procura scoprì che il fascicolo segnalato era in effetti stato trattato in maniera irregolare. Irregolarità e lacune nella pratica hanno insospettito i responsabili che hanno segnalato il caso ed è stata così avviata l’indagine da Ancona, Procura competente per il magistrato. Non è noto se oltre a quel fascicolo anche altri siano stati trovati irregolari. Soprattutto non è noto cosa avrebbe ottenuto in cambio il giudice. Dalla Procura di Ancona non è mai filtrato nulla in tutti questi mesi, anche se l’indagine dovrebbe essere ormai conclusa. Il ruolo dei due cancellieri resta comunque da definire.
Carlo Gregori
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