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Così rinasce il comparto San Paolo

Così rinasce il comparto San Paolo

L’ex convento tra i cortili modenesi ospiterà scuola, asilo e biblioteca di Legge

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«Intanto occorre dire diciassette milioni di grazie alla Fondazione Cassa di risparmio di Modena che ha finanziato il restauro dell'ex convento cinquecentesco di San Paolo. Si tratta di un luogo di grande importanza, che sarà utilizzabile praticamente giorno e notte. Qui c'è la memoria e la storia di Modena che si fanno futuro».

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È un sindaco Muzzarelli entusiasta quello che ha guidato ieri i vertici della fondazione ex bancaria - ente che ha finanziato il restauro con 17,5 milioni di euro - e dell'Università (tanti spazio per la sua biblioteca di Giurisprudenza) negli 8mila metri in cui saranno posizionate varie funzioni relative agli studi, all'istruzione, alle attività ludiche.

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Dopo una visita in cantiere, un paio di anni fa, ora questo secondo passaggio che serve al Comune e alle altre istituzioni per fare il punto in attesa che il restauro sia davvero compito entro fine anno. Il San Paolo di via Selmi, nato nel XVI secolo come convento delle monache agostiniane e successivamente divenuto prima caserma poi luogo di servizi, ospiterà numerose funzioni negli edifici intorno ai cortili di via Caselle, del Banano e del Leccio. La principale riguarderà al piano nobile appunto l'importante biblioteca di Giurisprudenza, mentre al piano terra sono presenti le scuole dell'infanzia e asilo nido gestite dal Comune, oltre a laboratori del vicino istituto Sigonio e numerosi spazi per attività commerciali e culturali. Riprenderà presto vita anche l'ex chiesa di San Paolo di via Selmi, danneggiata dal terremoto, che ha anche uno spazio interno, con croficisso e statue antiche, che affaccia sul cortile del banano.

«Questa che stiamo facendo - continua il sindaco, accompagnato dal vice e assessore alla cultura Gianpietro Cavazza - è una grande operazione, strategica anche per questa parte del centro storico perché se è vero che da un lato continuiamo a tagliare, sulle tasse ad esempio, è anche vero che Modena deve investire sul suo futuro. Per questo entro alcune settimane predisporremo un bando comune per gestire il bar, il ristorante e alcune sale del piano terra. Se si sceglierà il giusto collaboratore questo luogo può divenire bellissimo e utile».

D'accordo il finanziatore presidente della Fondazione Andrea Landi: «Per noi è uno degli investimenti strategici più importanti, qui già varie istituzioni collaborano insieme per varie attività. E poi la biblioteca di Giurisprudenza che ha una importanza europea».

Soddisfatto anche il rettore Angelo Andrisano: «Il recupero del San Paolo va a completare l'ambizioso progetto che si sono dati il Comune e l'Università all'inizio degli anni 2000: restituire alla città un pezzo fondamentale del suo tessuto urbanistico medioevale e rinascimentale, posto nel cuore del centro storico».

Molto è stato fatto, ma tanto resta anche da fare percorrendo gli enormi spazi insieme alla progettista Micaela Goldoni. «Alla biblioteca di Giurisprudenza si accede da via Camatta ed è quasi tutto pronto tanto che ad aprile-maggio sarà disponibile: in questi giorni inizia il trasferimento dei 257mila volumi posizionati in otto chilometri di scaffalature». L'ateneo per la sua biblioteca e il Centro documentazione e ricerche sull'Unione Europea spenderà in allestimenti 800mila euro e i lavori sono stati affidati alla reggiana Coopsette. «Lungo lo scalone - continua la progettista Goldoni - abbiamo anche recuperato l'antica cappella di metà '600 che sarà visibile a tutti. Più in generale posso dire che abbiamo prestato grande attenzione alla conservazione degli elementi di pregio architettonico, dagli intonaci ai soffitti a capriate ai pavimenti». A piano terra, tra i cortili del Leccio e di via Caselle ci sono locali e stanzette varie, che bisognerà poi riempire per dodici mesi l'anno con proposte valide. Per ora nell'ex refettorio delle monache verrà allestita da sabato una mostra didattica sui cristalli realizzata dall'Università, poi la sala sarà a disposizione del Sigonio. «E' un polo che lega cultura e istruzione», conclude l'assessore alla cultura Cavazza.

Stefano Luppi

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