La rinascita non decolla e il centro resta un deserto
Lavori completati in pochissimi casi e tante pratiche anche Umi ancora ferme L’assessore Secchi: «È colpa dei tecnici, si sono accaparrati troppi clienti»
CONCORDIA. Ricostruzione privata e centro storico continuano ad essere i due grandi punti interrogativi di Concordia.
La prima stenta a decollare, il secondo si sta lentamente riprendendo ma per tornare alla normalità servirà non meno di una decina d'anni. Ormai concluse le B e le C, adesso é giunto il momento delle abitazioni con danno E. Ma se nel giugno 2014 (subito dopo l'elezione a sindaco di Luca Prandini) le prenotazioni erano 345, ora sono 273 e faticano ad essere smaltite.
Lo stesso Sauro Secchi, assessore che si occupa del Piano della Ricostruzione e del centro storico, si mostra preoccupato: «Si tratta un ritardo dovuto a difficoltà progettuali, a cui hanno senz'altro contribuito anche i tecnici - afferma - A mio avviso si é assistito ad un accaparramento che ha sovraccaricato i progettisti, i quali non riescono ad adempiere al proprio lavoro in tempi rapidi. Ed ora é subentrato un secondo problema: gli stessi tecnici continuano a concentrarsi più sulla scadenza dei termini che sulla quantità di progetti da portare avanti. Tale modus operandi ci fa procedere costantemente con il freno a mano tirato».
I dati sulla ricostruzione privata aggiornati all’8 gennaio testimoniano poi come siano 109 i lavori completati per B e C, 6 per le E0 e 5 per E1, E2 ed E3. Un elemento preoccupante, confermato dallo stesso assessore Secchi: «É inutile nasconderlo, finora abbiamo svolto principalmente interventi marginali. A chi crede che l'emergenza sia terminata rispondo che la grande mole, e con essa le difficoltà maggiori, deve ancora arrivare. Ma l'interrogativo é un altro: se in oltre due anni e mezzo siamo riusciti a completare così pochi lavori sulle E, riusciremo a smaltire le 273 prenotazioni entro il termine del 31 dicembre 2015?».
Critica anche la situazione relativa alle Unità Minime di Intervento. Delle 82 Umi totali, solo 30 (ossia i punti nevralgici del Comune) sono legate al Piano della Ricostruzione. Gli agglomerati ritenuti “non strategici”, però, faticano a partire. Molti di essi sono fermi, nonostante per la maggior parte delle Umi sia stato già da tempo individuato il progettista. Badando alla vista e non ai numeri, in via della Pace qualche cantiere si vede, ma in realtà buona parte degli edifici é ancora alla fase di messa in sicurezza. La situazione é oggettivamente molto complessa a causa di diversi fattori. Innanzitutto la peculiarità del centro di Concordia, caratterizzato da una serie di lotti gotici seicenteschi e settecenteschi con doppio accesso (uno che immette su via della Pace, l’altro lungo l’argine del Secchia). Ogni lotto é in mano a più proprietari, che spesso faticano a mettersi d’accordo. Ma c'é un altro problema. "La ricostruzione procede a rilento anche perché il valore immobiliare in centro é molto basso - afferma Secchi - Se prima del sisma con 30-40 mila euro si riusciva a trovare una sistemazione nel cuore del paese, dopo il terremoto il valore è ulteriormente crollato. E visto il contesto non sempre c’è voglia di rientrare in fretta».
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