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Ladri di notte devastano il Sigonio

Ladri di notte devastano il Sigonio

Rubano computer e soldi, ma sapevano bene dove andare e come muoversi

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Martedì, forzando la porta antipanico del primo piano, i ladri sono penetrati all'interno del liceo Sigonio in via Nonantolana. «È successo tutto durante la notte - ha spiegato il direttore amministrativo Franca Fullone - hanno spezzato la grossa catena che bloccava la porta, e sono riusciti a entrare. EUn episodio che riguarda la scuola, ma non ne farei un problema in sè, o di questo quartiere, un po’ tutta Modena, è cambiata, le persone sono cambiate, e nessuna zona è più sicura».

Così a distanza di un anno la storia si ripete, infatti nel Febbraio scorso l'istituto era già stato saccheggiato di quasi tutti i computer.

«Sono arrivato con due miei colleghi e come al solito ho aperto il portone, quando siamo entrati abbiamo capito subito che c'erano stati i ladri. Infatti le macchinette dell'atrio erano completamente scassate e il contenitore delle monete gettato a terra vuoto», racconta l'operatore scolastico Gaetano.

«Poi siamo saliti ai piani superiori e anche lì tutto devastato, allora abbiamo avvertito le forze dell'ordine». Ad oggi, dall’inventario fatto nella scuola, sono spariti quattro computer portatili, una videocamera e tutto il denaro contenuto nei distributori di cibo e bevande dislocati ai vari piani.

«Io mi sono già preoccupata, ma l'avevo già fatto anche l'ultima volta nel febbraio 2014, di chiamare il Comune e sollecitare l'inserimento di altri sensori su tutti i piani. A questo punto è diventata una questione della massima urgenza», afferma ancora la Fullone.

Infatti i ladri sono penetrati proprio al primo piano dove non sono presenti i sensori di rilevamento dell'allarme. C'è anche da dire che nessuno dei sensori presenti nell'istituto però ha intercettato la presenza dei ladri, come se fossero stati accuratamente evitati dai malviventi. L'unica porta interna ad essere stata forzata, tra le tante chiuse a chiave, è stata quella dell'officina elettronica, dove si trovavano gli oggetti rubati. Porta su cui tra l'altro volontariamente non c'era nessuna indicazione che facesse pensare a cosa fosse contenuto nella stanza.

Viene allora da chiedersi come potessero i ladri essere così bene informati sulla posizione dei vari sensori dell'allarme e sull’ubicazione della stanza che conteneva i computer. Hanno forse ricevuto informazioni, volontarie o meno, da qualcuno che quella scuola invece la conosce bene?

Martina Algeri

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