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Map e Cas, soluzioni impossibili

Map e Cas, soluzioni impossibili

Nella baraccopoli famiglie senza possibilità d’uscita e coi contributi c’è chi abusa

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CONCORDIA. L'altro problema di Concordia riguarda i Map. I moduli installati nel gennaio 2013 furono 94, dei quali 73 tuttora occupati. Ci vivono sia proprietari che aspettano la conclusione dei lavori per poter rientrare in casa, sia persone prive di domicilio e soprattutto di reddito.

Per il 2015 l’intenzione a Concordia é quella di liberare una porzione della “baraccopoli” per far spazio alla nuova scuola media. L’area in questione é occupata da 12 container, che devono essere sgombrati entro il 31 dicembre. Ma in questa zona sono installati i prefabbricati più grandi, ossia quelli che ospitano i nuclei familiari più numerosi, per i quali diventerebbe difficile trovare una alternativa.

«Si tratta di famiglie i cui componenti spesso non hanno lavoro, e dunque prive di reddito - spiega Angela Bozzoli, assessore con delega alle politiche abitative - Allo stesso tempo non possiamo permetterci di spostarle in altri moduli più piccoli, perché qualcuno rimarrebbe fuori».

Appare dunque improbabile, a dispetto di tanti annunci e a meno di interventi esterni, che la zona venga sgombrata entro il termine prestabilito.

All’interno della baraccopoli, inoltre, si trovano 20 nuclei (diversi dei quali vivono proprio nella zona da liberare entro il 31/12), del tutto privi di un percorso di uscita. Per chi di loro é in graduatoria c’è la possibilità di ricorrere all’edilizia pubblica, ma in ogni caso tale soluzione andrebbe a beneficio di poche persone. E anche nel caso in cui ci fosse un risvolto positivo, all’appello resterebbero altri 60 moduli.

«In questi giorni stiamo convincendo i proprietari ad uscire dai Map per andare in affitto tramite Cas - spiega Bozzoli - Ma dobbiamo procedere con cautela, poiché si tratta pur sempre di soldi pubblici». Solo a Concordia, infatti, sono circa 200 le famiglie che continuano ad usufruire del contributo, per un esborso mensile di oltre 150mila euro. Essendo il Cas calcolato in base al numero dei componenti della famiglia e non in base all'affitto pagato, il beneficiario del contributo non é tenuto a documentare sia a quanto ammonta l’affitto da lui pagato, sia l’eventuale surplus di denaro. Capita dunque che anche a Concordia tra le tante persone bisognose emerga qualche caso che continua a rifiutare qualsiasi alternativa. «Il contributo era stato pensato per lenire il disagio iniziale - spiega Bozzoli - Qualcuno ne sta approfittando per percepire cifre superiori alle reali spese di affitto». (g.v.)

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