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MISTERO

Rubano corno di rinoceronte al Museo universitario di zoologia di Modena

Rubano corno di rinoceronte al Museo universitario di zoologia di Modena

Il furto sarebbe stato compiuto martedì da uno sconosciuto intrufolatosi nei locali di via Università durante la visita di una scolaresca

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Un corno di rinoceronte e' stato rubato al Museo di Zoologia e Anatomia Comparata dell'Universita' di Modena, in via Universita'.  Nel museo sono conservati piu' di 10mila esemplari di specie animali, la maggior parte dei quali raccolti tra la fine dell''800 e l'inizio del secolo scorso.

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Secondo l'Università potrebbe esserci una rete malavitosa dietro il furto ( quindi effettuato su commissione) del corno di rinoceronte bianco a Modena. A sottrarre il corno lungo un metro e pesante 5,1 chili (si stima risalga al periodo coloniale), secondo le prime indiscrezioni, sarebbe stato uno sconosciuto notato da un tecnico uscire dal museo nel primo pomeriggio di martedì, anche se in ateneo questo non risulterebbe.

Sta di fatto che il responsabile non ha avuto troppe difficoltà a compiere il furto, considerata la mancanza di sistemi di sicurezza interni nei locali di via Università 4 e le telecamere spente quel giorno (oltre alla portineria deserta a ora di pranzo).

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"Il museo in quella giornata era eccezionalmente aperto per accogliere la visita, durata all'incirca due ore e trenta minuti (dalle 9.30 Alle 12), di una scolaresca di Modena (una terza elementare), che è stata accompagnata nel percorso da un incaricato del museo che svolge attività didattica per le scuole", precisa in una nota l'Unimore.

Come dire, in quel momento c'era una visita di studenti e la riprese video non servivano. Della sparizione del corno 'soffiato' martedì, comunque, "ci si è accorti verso le 14.30 dello stesso giorno e da quel momento sono stati avviati accertamenti all'interno del museo in quanto il corno, usualmente, non è esposto al pubblico, cosa che avviene solo durante le visite didattiche", continua l'ateneo emiliano.

Solo il giorno dopo, avuta la certezza che il pezzo fosse sparito (uscendo o da via Universita' o da corso Canalgrande, in pieno centro storico) e non magari lasciato dal ladro temporaneamente all'interno della struttura, i vertici universitari guidati dal rettore Angelo Oreste Andrisano hanno provveduto a informare le autorita' investigative (indaga la Polizia, anche col nucleo speciale che si occupa delle sparizioni di questi pezzi).

Dopo un primo confronto tra inquirenti e Universita', è emerso che quella della malavita potrebbe essere una pista anche in questo caso. "L'interesse della malavita per questi corni, secondo gli esperti, e' dovuta a supposte proprieta' medicamentose attribuite ai medesimi, non supportate da dati scientifici, in quanto costituiti da materiale simile a quello che compone capelli e peli", fa sapere l'Unimore.

Insomma, il corno potrebbe gia' essere stato 'lavorato' a dovere, ovvero sbriciolato, nelle ultime ore. Il mercato di riferimento e' quello del bracconaggio, la stessa sorte e' gia' toccata ad altri pezzi pregiati rubati in analoghe strutture. Il valore del corno dell'Unimore, tuttavia, sembra dimezzarsi rispetto alle prime stime: gli esperti universitari considerano che ci si aggiri intorno ai 200.000 euro. Il museo, istituito nel 1776 e composto oggi da sei sale tematiche, conta 3.300 esemplari di vertebrati e un alto numero di invertebrati, inclusi quelli della collezione malacologica (7.000 pezzi).

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