Gazzetta di Modena

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Tanti tumori ai polmoni, colpa di fumo e agricoltura

Studio su 130 persone con neoplasie all’apparato respiratorio nella Bassa Tabagisti in vetta, ma chi ha lavorato 20 anni fa in campagna rischia grosso

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Arriva un’ulteriore conferma dello stretto legame tra il fumo da sigaretta, sia passivo che attivo, e l’insorgenza del tumore al polmone, ma prende quota anche il possibile legame tra lavoro in campagna, a contatto con i pesticidi e i guai all’apparato respiratorio. L’elaborazione dei risultati è stata presentata a Medolla, in occasione di una conferenza pubblica, alla quale sono intervenuti Fabrizio Artioli, direttore della Unità Operativa di Oncologia di Carpi e Mirandola dell’Ausl di Modena, Carlo Goldoni, direttore Servizio Epidemiologia del Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl, Michele Cordioli, della direzione tecnica del Ctr di Arpa, Cristina Marchesi, direttore sanitario dell’Ausl, Nunzio Borelli, presidente del Circolo Medico “Merighi” e Mario Meschieri, direttore del distretto mirandolese.

Lo studio ha interessato 649 persone tutte residenti in uno dei nove comuni dell’Area Nord. A essere indagata è stata l’incidenza dei tumori al polmone con riferimento ad un arco temporale di due anni, dal 2009 al 2010. In particolare sono state inserite nello studio 130 persone (uomini e donne)con diagnosi per neoplasie all’apparato respiratorio. A questo campione si sono affiancate altre 519 persone non affette da tumore al polmone, ma con caratteristiche simili - per età e residenza - alle persone malate. I tre principali fattori considerati sono stati le caratteristiche del territorio, il traffico veicolare, la presenza di sorgenti emissive di tipo industriale.

Gli esiti dello studio

Si è avuta conferma che tra i malati di tumore al polmone c’è ancora una netta prevalenza dei pazienti di sesso maschile (78% del totale), anche se, a causa dell’aumento della percentuale di donne fumatrici, la differenza si sta attenuando. Indicazioni piuttosto evidenti emergono anche analizzando l’età in cui si manifesta la malattia. Nella maggioranza dei casi si tratta di persone che hanno superato i 70 anni, anche perché la latenza della malattia è molto lunga, tra i 20 e i 30 anni. I fumatori risultano avere un rischio di ammalarsi di tumore 7 volte superiore rispetto agli altri.

Indicatori di una certa rilevanza statistica mettono in luce la presenza di un rischio leggermente più elevato per gli operatori impegnati in agricoltura. Questo risultato è con ogni probabilità da mettersi in collegamento con una situazione oggi pressoché superata. È più che verosimile ipotizzare infatti che il rischio sia da collegarsi ad un uso massiccio di sostanze chimiche di sintesi quali fungicidi, diserbanti, ed in particolare pesticidi arsenicali, nel ventennio precedente gli anni 80, ovvero prima del loro divieto.

«Rispetto invece agli agenti ambientali - spiega la nota - pur ricordando che recentemente uno studio europeo ha dimostrato che esiste una stretta relazione tra inquinamento atmosferico e rischio tumori al polmone, va precisato che non sono emersi dati statisticamente rilevanti».

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