Gazzetta di Modena

Modena

Unioni civili, la mozione è passata per un soffio

Unioni civili, la mozione è passata per un soffio

Il pareggio scongiurato dai voti del sindaco Pistoni e del presidente del Consigliio Tre consiglieri del Pd hanno votato contro: «Ma è solo una questione di opinione»

3 MINUTI DI LETTURA





Passa a maggioranza, e il pareggio è scongiurato dai voti del sindaco e del presidente del consiglio comunale, l'ordine del giorno presentato dalla lista civica Pistoni per l'istituzione di un registro delle unioni civili. Era il piatto forte del consiglio dell'altra sera e tale si è dimostrato, con una discussione ampia e per molti aspetti anche interessante (come ha riconosciuto il sindaco stesso) che si è sviluppata per quasi due ore, fino all'una e mezza di notte. Tredici a undici è il risultato finale, che scongiura la prima crisi di maggioranza, anche se resta qualche disagio per il voto contrario di tre consiglieri del Pd, Paolo Ghinelli, Nicola Prodi e Gino Venturelli. I tre non fanno drammi, sottolineando che «questo è un voto di opinione su una tematica certo rilevante, ma che non presenta profili di fiducia o altro nei confronti dell'amministrazione. Ciascuno di noi porta con sè una propria visione antropologica, maturata a livello personale in vario modo. L’impianto dell’odg, che pure comprendiamo per l’intenzione che esprime, non ci convince perché è basato su una prospettiva di piena equiparazione di tutte le possibili forme di unione, alla famiglia costituzionalmente intesa. Altro infatti è riconoscere alle unioni civili anche omosessuali, e regolamentare di conseguenza, diritti e doveri relativi a questioni patrimoniali o di mutua custodia, altro è prefigurare che tali unioni abbiano accesso a canali adottivi o a dubbie formule generative». Fra gli altri contrari al registro (molto anche il pubblico che ha assistito), Forza Italia e i Sassolesi hanno parlato di forzatura ideologica e di un'iniziativa che nel migliore dei casi “non servirà a nulla perché è al di fuori delle normative” (Claudia Severi) e nel peggiore sarà “contro la legge” (Luca Caselli). Giorgio Barbieri per Sassuolo 2020, si era appellato al sindaco e al presidente del consiglio comunale, perch esercitassero “un ruolo imparziale, astenendosi dal voto”. Il Movimento 5 Stelle invece ha votato contro per la mancata accettazione di un emendamento in cui chiedeva un'iniziativa “più coraggiosa, cioè l'iscrizione delle unioni nei regolari registri di stato civile”. «Non è quello che vogliamo – ha spiegato Antonio Rossi della lista civica Pistoni – perché sarebbe un atto contro la legge, invece il nostro vuole essere un atto politico e simbolico forte. Chiediamo che il sindaco si attivi per istituire nella forma che sceglierà, un sistema di registrazione delle unioni civili diverse da quella rappresentata dalla famiglia costituzionale. Alla base c'è comunque la reciproca responsabilità, un progetto di vita, in termini ancora più semplici, l'amore fra due persone. Non è un atto che minaccia o va in contrasto in alcun modo con la famiglia anagrafica».

Non solo fra i consiglieri Pd si sono levate voci contrarie, ma anche nella stessa giunta: Maria Savigni, vicesindaco, ha parlato di «una materia che merita certamente attenzione e che deve essere regolamentata a livello nazionale. È il parlamento che deve fare una seria riflessione». Concorde anche l'assessore Giulia Pigoni: «Il tema va portato nelle sedi opportune».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google