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Modena, dopo gli aumenti alle tasse resta l’imposta sui turisti

di Davide Berti
Modena, dopo gli aumenti alle tasse resta l’imposta sui turisti

Confermato il contributo, che nel 2013 venne sospeso, che spiazza gli albergatori Con Imu, Tasi e Tari in crescita è l’ennesimo tributo: richiesti fino a 4 euro a notte

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Aumentata l’Imu, aumentata la Tasi, aumentata la Tari, cos’altro ci poteva essere? La conferma dell’imposta di soggiorno. Il documento che anticiperà l’approvazione del bilancio, prevista per le prossime settimane, prevede anche la conferma della tassa sui turisti, chiamati a versare una quota aggiuntiva agli hotel in base ai giorni di permanenza in città.

Una decisione che già in passato aveva creato parecchie polemiche in città, per due motivi: già a Modena i turisti scarseggiano, figuriamoci se l’imposta di soggiorno può aiutare; in più le cifre sono più alte rispetto a tante altre città, e la cosa non aiuta.

L’imposta di soggiorno è ormai diffusissima in tutte le città d’Italia, ma va detto che, in particolare momento di crisi, nel 2013 il Comune di Modena decise di sospenderla per alcuni mesi. Non sarà così quest’anno, e tra gli operatori del settore si comincia a storcere il naso, proprio nell’anno dell’Expo.

Questa la tariffazione confermata: per gli alberghi si tratta di 50 centesimi a notte per una stella, 1 euro per i due stelle, 2 euro per i tre stelle, 3 euro per i quattro stelle e 4 euro per i cinque stelle; per le strutture extra-alberghiere, invece, per ogni stella si considera un’imposta di 50 centesimi (per i cinque stelle, quindi, il valore è di 2,50 euro).

Numerose, va detto, anche le esenzioni previste dal regolamento di attuazione. Non pagano l’imposta i minori fino a 12 anni; le persone in città per ricoveri, cure e terapie e gli accompagnatori; i volontari a sostegno della protezione civile e coloro che soggiornano nel comune a causa di eventi o calamità naturali. Ma non basta per classificare questa decisione tra i provvedimenti virtuosi. E se è vero che il Comune da sempre promette che il gettito verrà reinvestito nella promozione territoriale - previsti tra i 400 e i 500mila euro in tempi normali, ma nell’anno dell’Expo si spera di fare di più - va detto che fino ad oggi ha fatto ben poco. Anzi pochissimo.

Proprio in termini di marketing territoriale ieri l’assessore Rotella ha risposto ad alcune sollecitazioni in consiglio comunale. L’assessore ha ricordato che «il Discover Ferrari & Pavarotti land è un progetto patrocinato e cofinanziato dall'Amministrazione ed è un importante esempio di una politica di sistema a livello provinciale. Il percorso – ha proseguito – toccherà i due musei Ferrari di Modena e Maranello, la casa-museo del maestro Luciano Pavarotti, i centri storici e il patrimonio storico-culturale di Modena e provincia, ma anche caseifici, antiche acetaie e cantine dove i visitatori potranno degustare i prodotti e acquistarli». Rispetto al progetto del PalaExpo, promosso insieme alla Camera di Commercio, Rotella ha ribadito che sarà «uno spazio espositivo dedicato ai prodotti di eccellenza a tutela dop, igp e della tradizione del territorio, un vero e proprio teatro del gusto, con spettacoli e grandi chef, sotto la direzione artistica di Massimo Bottura, uno spazio dedicato all'educazione alimentare e ai bambini e, infine, uno spazio ristorazione di eccellenza». L’assessore ha poi ricordato gli interventi ultimati, in corso o in partenza in diverse aree del centro storico, come ad esempio il complesso san Paolo, il complesso ex Poste, piazza Roma, corso Duomo e il piano di manutenzione straordinaria.

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