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Modena isola felice insidiata dai ladri

di Carlo Gregori

Qualità della vita molto alta ma aumentano i colpi in appartamento e di auto. Boom di raggiri informatici e di estorsioni

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«Noi stiamo sempre dalla parte del cittadino. Ogni furto o atto criminale in città ci riguarda e ci impegna in prima persona». Così ha detto ieri il prefetto di Modena Michele di Bari presentando i dati sulle attività svolte dalle forze dell’ordine coordinate dal Comitato provinciale per l’ordine per ben ventitrè volte nel 2014. L’attenzione è massima e l’impegno intensificato, soprattutto con i pattugliamenti, e l’andamento generale conferma una qualità della vita molto elevata rispetto allo standard nazionale.

Detto questo restano alcuni nervi scoperti per la lotta al crimine: i furti (soprattutto in appartamento e di automobili) e le estorsioni. Nel frattempo calano scippi, taccheggi e soprattutto rapine.

I dati più importanti sono quelli che riguardano le attività criminali e stando alla Prefettura «non evidenziano un particolare scostamento rispetto al 2013». Anche se poi alcuni reati hanno inciso sulla percezione della sicurezza. Primo tra tutti il furto, appunto.

Prendendo il 2014 si è registrato in tutta la provincia un incremento di furti dello 0,3%. Alcune tipologie sono in crescita. I furti in appartamento, ad esempio, sono aumentati del 4,4%, mentre quelli di automobili del 6,7%. Calano gli scippi: - 26,7%. Calano anche i furti su auto in sosta (-3,7%) e calano anche i casi di taccheggio e di furti in negozio (-5,6%). In forte calo le rapine che hanno registrato un -30,5%, soprattutto quelle in strada, in banca o in negozio. Aumentano invece del 19,1% le estorsioni (la Prefettura parla di «leggero aumento»), alcune riconducibili alle attività della criminalità organizzata Cinque i casi di usura denunciati rispetto ai nove del 2013.

Calano anche i casi di violenza sessuale. Calano le truffe (-10,2%) ma aumentano del 137% quelle telematiche. Infine, nel 2014 sono stati 5 gli omicidi volontari. Il crimine organizzato è sotto stretta osservazione, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione post-sisma. L’edilizia resta il settore più esposto.

Il caso più clamoroso è stato il furto della tela del Guercino dalla Chiesa di San Vincenzo in corso Canalgrande. Dopo il colpo, spiega la Prefettura, è stata eseguita una mappatura completa dei beni culturali a rischio per intensificare la vigilanza; la ricognizione è stata fatta con la collaborazione dell’Arcidiocesi e della Soprintendenza ai Beni Artistici. Il prefetto ha anche spiegato che l’immigrazione a Modena è un fenomeno sotto controllo. La nostra provincia ha ospitato l’anno scorso 307 extracomunitari arrivati con l’operazione “Mare Nostrum”. Tra i 93mila immigrati in provincia, 1799 hanno atto richiesta di cittadinanza italiana.

Poi c’è il capitolo dei controlli contro le infiltrazioni mafiose, soprattutto in conseguenza delle attività di ricostruzione per il terremoto. La White List ha registrato 2.600 iscrizioni e 3.600 richieste di informazioni antimafia seguite, come noto, anche da alcune interdittive.

Nell’anno scorso sono state intensificate anche le attività di controllo del comitato di Vigilanza dei Locali pubblici.

Il capitolo dedicato a droga e alcol vede un calo delle persone segnalate alla Prefettura: -20%. Quanto all’ordine pubblico, nel rapporto della Prefettura Modena si segnala come una realtà sostanzialmente tranquilla, anche per le tifoserie e la campagna elettorale delle europee che pure aveva visto arrivare a Modena anche politici importanti.

Il prefetto ha sottolineato anche i risultati della Protezione civile per l’emergenza dell’alluvione di un anno fa, una macchina che ha funzionato a ogni livello, dalla Regione al più piccolo centro.

Importanti anche alcuni dati su altre attività per la sicurezza della popolazione, anche se meno clamorose.

Per la sicurezza alimentare i carabinieri hanno svolto 236 ispezioni, 5 le persone segnalate alla Procura e 140 alle autorità amministrative. Eseguiti 31 sequestri per 137mila euro. Sequestrate 8 tonnellate e mezzo di prodotti alimentari. Per il settore sanitario, sono state eseguite 206 ispezioni con 95 persone segnalate alla procura e 37 alle autorità amministrative. Sette le ispezioni per la tutela delle norme comunitarie e sette multe per 28mila euro.

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