«Moschea, vogliamo chiarezza»
Il leghista Baccolini: «Controllare le attività». La replica del sindaco
ZOCCA. Non si placano le polemiche tra maggioranza e minoranza consiliare sull'associazione “Beith Allah” di Zocca. Il consigliere comunale di minoranza Alessandro Baccolini, del gruppo consiliare Lega Nord - Forza Zocca, dopo che nello scorso dicembre aveva presentato in consiglio comunale una terza interpellanza sullo stesso tema e alla quale aveva già avuto risposte in merito, sollecita nuovamente un riscontro sulle reali finalità e attività svolte dall'associazione nell'immobile. Sull'argomento interviene anche il sindaco Pietro Balugani. «Dopo i fatti accaduti in Francia - spiega il primo cittadino - si è molto acutizzata la sensibilità verso tutto quello che è vicino alla cultura e alla religione islamica: moschea, sempre più nell'immaginario collettivo, richiama alla mente immagini legati al terrorismo. Senza una ragione vera in quanto le religioni non incoraggiano fenomeni di questo tipo che spesso sono invece appannaggio di esaltati e fondamentalisti che si trovano a tutte le latitudini». Il tema, oltre che Castelfranco, riguarda anche Zocca dove l'associazione “Beith Allah”, costituita una prima volta il 4 maggio 2013, aveva richiesto di svolgere attività culturale in un locale di via del Mercato 68, a pochi metri dal municipio. «Le loro intenzioni - continua Pietro Balugani - erano confermate nello statuto per cui inizialmente non avemmo nulla da eccepire in quanto quei locali potevano accogliere tale attività. Successivamente, però, mandarono un secondo statuto nel quale era invece prevista anche l'attività di preghiera per cui ci attivammo per verificare se era compatibile con la destinazione d'uso dei locali. Considerato che non lo era, abbiamo messo in atto tutte le procedure previste come la segnalazione di abuso edilizio all'autorità giudiziaria e la predisposizione di un'ordinanza per la rimessa in ripristino dell'uso dei locali». La polizia municipale ha fatto un sopralluogo e tentato di farne ulteriori trovandosi, però, di fronte al diniego da parte dei responsabili dell'associazione. «La polizia municipale - afferma il primo cittadino - ha chiesto all'autorità giudiziaria un mandato per poter accedere e di cui siamo ancora in attesa. L'associazione ha mandato un terzo statuto nel quale compariva solo l'attività culturale. Nel mentre ho scritto all'associazione per sapere se le iscrizioni erano aperte anche agli italiani e mi hanno risposto affermativamente. Per rendere le reali dimensioni dell'attività che si svolge presso la sede dell'associazione precisiamo che si tratta di sole due volte alla settimana con una presenza di circa dieci persone».
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