«Riaprire Cava Ghiarella porterà il caos in paese»
San Cesario. L’allarme arriva dal capogruppo della lista civica, Sabina Piccinini: «Le ruspe torneranno a scavare in centro e arriveranno centinaia di camion»
SAN CESARIO. «Uno scenario davvero preoccupante per la salute dei sancesaresi è quello che si preannuncia dopo l'assurda decisione dell'amministrazione comunale di riaprire cava Ghiarella». A lanciare l’allarme è la capogruppo d’opposizione della lista civica Nuovo San Cesario, Sabina Piccinini.
«Ogni giorno, per quattro anni, le ruspe torneranno a scavare in una cava in pieno centro abitato, vicina ai centri di aggregazione più importanti del paese, il centro sportivo, il polo scolastico, la palestra. Ma non è tutto. Purtroppo. Tra andata e ritorno, il centro abitato verrà ulteriormente martoriato dal passaggio giornaliero di almeno un centinaio di camion, ciascuno dei quali scaricherà un inquinamento pari a quello di trenta auto. I camion di ghiaia attraverseranno la sventurata zona residenziale di via Berlinguer e via Ghiarella, per poi immettersi sulla già trafficatissima via Vittorio Veneto e transitare, come se nulla fosse, davanti alla basilica e alla piazza di corso Libertà».
«Questo è quanto previsto dagli stessi cavatori nello studio di impatto ambientale attualmente all'esame di Comune e Provincia. I nostri amministratori - prosegue Sabina Piccinini - dovrebbero pronunciarsi a breve e ci auguriamo che a prevalere siano il buon senso ed il rispetto per la nostra salute: la cava non dovrà infatti essere autorizzata fino a quando non sarà realizzato almeno il primo tratto della circonvallazione est, così come previsto nella pianificazione iniziale».
«La decisione di riaprire Cava Ghiarella - aggiunge il consigliere Piccinini - risale infatti al 1998, quando l'allora sindaco Vignali, proprio per evitare il pesante impatto dei camion sul centro abitato, vincolò le escavazioni alla preventiva realizzazione del primo tratto della circonvallazione est, da via per Spilamberto a via Boschetti. Tutto questo oggi sembra non contare più, nei progetti dei cavatori cava Ghiarella riaprirà anche senza tangenziale. Poco importa se i loro camion potrebbero andare a compromettere la qualità della vita di un centro abitato già pesantemente afflitto dallo smog e dal rumore dell'autostrada. Senza dimenticare poi le polveri inalabili e respirabili dell'Emiliana Rottami, che ancora non ha risolto, malgrado le prescrizioni e le multe, il problema delle polveri di vetro. Per questo piccolo paese, governato da chi si dice attento al valore dei cittadini e del territorio, ci pare ormai davvero troppo».
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