Trovato nel fosso: «Mi hanno investito»
Mistero a Mirandola: podista esanime salvato da un passante e ricoverato, ma dell’auto pirata non c’è alcuna traccia
MIRANDOLA. È stato ritrovato a terra, in stato di choc, sdraiato a pancia in giù, aggrappato ad un segnale stradale all’altezza del civico 122 di via San Martin Carano.
A trovarlo un fornaio che stava andando a casa, a Mirandola, e che ha allertato i soccorsi.
È ancora un mistero quanto accaduto ieri poco prima delle 11 a Luca G., 38 anni, di Mirandola, conosciuto per la sua passione per il podismo.
Nelle poche parole che è riuscito a pronunciare ha parlato di un investimento, ma le indagini sono ancora in corso. Luca era certamente uscito a correre, come testimonia la tenuta da podista con la quale è stato ritrovato nel fossato.
Sulla strada però non c’erano segni di frenata, né sull’erba del fosso, né in strada, vicino al punto in cui il podista si trovava esanime.
«Stavo andando a casa e procedevo su via San Martino Carano da San Possidonio verso Mirandola – spiega Massimo Porta, titolare de Al Furner di San Possidonio – Improvvisamente, poco prima dell’incrocio della chiesa, ho visto questa sagoma nel fossato che, subito, sembrava un manichino. Con diffidenza iniziale mi sono avvicinato, temevo che, con tutti gli episodi di criminalità che si sentono, si potesse trattare di qualcuno che stava tendendo un agguato. Poi, però, man mano che ci avvicinavo ho potuto verificare che si trattava di una persona che stava male, malissimo. Mi sono fermato e gli ho messo le dita all’altezza della carotide. Ho notato che era ancora vivo, malgrado le condizioni estremamente precarie, ma in stato di forte choc: gli ho aperto la pupilla, era sbarrata. Parlava a fatica, mi ha detto: “Ho male dappertutto, collo, schiena e gambe”. Poi quando gli ho domandato cos’era successo, mi ha risposto: mi sono venuti addosso, dicendolo in dialetto modenese. Ed ho riferito quanto mi ha detto anche alla polizia municipale, presso il cui comando sono stato a rilasciare la mia testimonianza».
Massimo ha spiegato alla municipale di non aver visto automobili, o altri mezzi nei paraggi quando è arrivato, né segni di frenata nei dintorni.
«Era in evidente tenuta da podista, con scarpe da ginnastica, berretto e giubbotto catarifrangente. Erano, per l’esattezza le 11.07 quando ho allertato i soccorsi. L’ambulanza è arrivata dopo tanti minuti dalla chiamata…».
Anche la famiglia Benatti Baccarani, residente al civico 122 è accorsa in aiuto di Luca.
«Ha detto di essere stato investito poi ha perso conoscenza», spiega Barbara Baccarani, la quale abita in via San Martino Carano, proprio di fronte al luogo del ritrovamento dell’uomo. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani per i rilievi del caso, un’automedica e un’ambulanza del 118. In ospedale a Baggiovara Luca ha ribadito l’investimento. Ma i medici non l’hanno trovato in condizioni critiche. È stato trattenuto in osservazione, ma già ogi potrebbe essere dimesso. La polizia municipale che conduce le indagini potrebbe raccogliere già oggi la sua testimonianza, per dipanare il mistero.
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